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Quattro città elvetiche, di cui due ticinesi, candidate per diventare Capitale culturale svizzera 2030

Una veduta su Castelgrande di Bellinzona

Una veduta su Castelgrande di Bellinzona

KEYSTONE

Quattro città elvetiche, di cui due ticinesi, Bellinzona e Lugano (con Locarno e Mendrisio), assieme ad Aarau e Thun hanno presentano la loro candidatura a Capitale culturale svizzera 2030. Lo ha indicato l'Associazione nazionale Capitale culturale svizzera (CCS). La decisione verrà annunciata a inizio giugno da una giuria di esperti indipendenti.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

14.01.2026, 10:28

Le candidature vengono valutate secondo sei criteri chiaramente definiti: gli obiettivi della candidatura, l'offerta culturale, la partecipazione culturale, la gestione, la viabilità finanziaria e l'esperienza nell'organizzazione di grandi eventi.

La città designata succederà a La Chaux-de-Fonds, la prima Capitale culturale svizzera 2027.

A La Chaux-de-Fonds i preparativi procedono a pieno ritmo. Sotto la guida dell'ex ministro neocastellano Jean Studer, il comitato e il team operativo locale intendono sostenere la trasformazione della città, valorizzarne la diversità culturale e aumentarne la visibilità a livello nazionale.

Le linee guida del programma saranno rese note in primavera, precisa la nota.

Cos'è il progetto Capitale culturale svizzera

Il progetto Capitale culturale svizzera è stato iniziato da ex collaboratori dell'ultima Esposizione nazionale Expo.02, sotto la direzione di Daniel Rossellat, fondatore e presidente del Paléo Festival di Nyon, nonché sindaco del comune vodese.

L'obiettivo è di creare una piattaforma nazionale forte per la cultura in Svizzera, di sviluppare nuovi reti di contatti a livello nazionale, di rendere la cultura accessibile ad un vasto pubblico e di favorire gli scambi fra regioni linguistiche.

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