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archivio KEYSTONE
Al momento Claudio Zali mantiene la carica di consigliere di Stato e continua a seguire alcuni dossier di competenza del suo Dipartimento, dopo la decisione di rinunciare momentaneamente a Magistratura e Polizia. Conserva inoltre la presidenza dell'Esecutivo ticinese. Ma come potrebbe evolversi la situazione?
In attesa della presa di posizione della Lega dei Ticinesi, annunciata per oggi pomeriggio, resta aperto il dibattito sulle possibili conseguenze istituzionali per il consigliere di Stato Claudio Zali.
Dopo la decisione del Governo ticinese, condivisa con lo stesso esponente leghista, di rinunciare momentaneamente alla responsabilità politica della Magistratura e della Polizia cantonale in seguito all'apertura dell'inchiesta sul caso del 14enne incarcerato alla Farera, si guarda ora alle opzioni previste dall'ordinamento.
Al momento Zali mantiene la carica di consigliere di Stato e continua a seguire gli altri dossier di competenza del suo Dipartimento. Conserva inoltre la presidenza dell'Esecutivo ticinese.
Come spiega bene la «RSI» sul suo sito, ora, sul piano organizzativo, il Consiglio di Stato può modificare la ripartizione delle competenze tra i suoi membri.
In base all'articolo 3 della legge concernente le competenze organizzative del Governo e dei suoi Dipartimenti, l'Esecutivo dispone infatti della facoltà di organizzare liberamente la distribuzione del lavoro e l'attività governativa, principio sancito anche dalla Costituzione cantonale.
In linea teorica, ciò consentirebbe al Governo di revocare a Zali le competenze residue e anche la presidenza dell'Esecutivo.
Diverso è il discorso per quanto riguarda la permanenza in carica. Il Consiglio di Stato non può destituire uno dei propri membri. La procedura può essere avviata unicamente dall'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio e solo nel caso in cui un consigliere di Stato sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per un crimine o un delitto incompatibile con la dignità della funzione.
L'eventuale destituzione dovrebbe poi essere approvata dal Parlamento con voto a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta.
Al di là degli strumenti previsti dalla legge, resta infine il piano politico.
L'evoluzione della vicenda dipenderà anche dalla pressione esercitata dall'opinione pubblica, dalle prese di posizione delle altre forze politiche e, soprattutto, dal sostegno che Zali continuerà a ricevere all'interno della Lega dei Ticinesi.
Fattori che, pur non avendo effetti giuridici diretti, potrebbero influenzare le scelte del consigliere di Stato, comprese eventuali dimissioni.