Amherd: «Collegialità violata»La fuga di notizie su Süssli e Dussey è avvenuta solo un'ora dopo la comunicazione interna
cp, ats
26.2.2025 - 14:31
Viola Amherd, eil capo dell'Esercito Thomas Suessli, mercoledì, 26 febbraio 2025, nella sala conferenze a Berna.
KEYSTONE
Dopo aver preso atto della partenza del comandante dell'esercito, Thomas Süssli (fine 2025), e del capo dell'intelligence, Christian Dussey (fine marzo 2026), il Consiglio federale ha approvato il messaggio sull'esercito 2025 per un valore di 1,7 miliardi di franchi.
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Keystone-SDA, cp, ats
26.02.2025, 14:31
26.02.2025, 15:40
SDA
Per quanto attiene ai due dimissionari, il governo non fa che confermare una notizia diffusa ieri in anteprima dalla Neue Zürcher Zeitung, e poi confermata dalla presidente della Commissione della politica di sicurezza del Nazionale, Priska Seiler-Graf (PS/ZH), a Keystone-ATS.
A causa di questa fuga di notizie, il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha inoltrato denuncia penale, ha affermato oggi davanti ai media il portavoce dell'esecutivo, Andrea Arcidiacono.
Ha aggiunto che l'esecutivo condanna con fermezza simili fughe di notizie che nuocciono agli interessi del Paese e impediscono la libera formazione dell'opinione pubblica.
La fuga di notizie solo un'ora dopo la comunicazione interna
Considerazioni fatte proprie anche dalla «ministra» della difesa, Viola Amherd, che ha voluto però precisare di non avercela con i media, bensì con chi ha dall'interno dell'amministrazione ha permesso tale indiscrezione, appena un'ora dopo che i suoi servizi avevano distribuito i comunicati stampa ai vari dipartimenti.
Si tratta, a suo avviso, di una crassa violazione del segreto d'ufficio che danneggia il principio di collegialità e pregiudica la serietà del lavoro in seno al governo.
L'esecutivo federale e i collaboratori di Süssli e Dussey, anche quelli più stretti, hanno appreso insomma dai media delle dimissioni, ha deplorato Amherd.
Quanto al fatto che il governo sarebbe stato informato in ritardo, Amherd ha precisato di aver ricevuto le dimissioni il 20 (Süssli) e il 30 gennaio (Dussey).
Durante le ultime settimane, oltre ad aver condotto discussioni con entrambi, si è tenuta la Conferenza di Monaco sulla sicurezza e sono stati completati alcuni importanti lavori, ha spiegato Amherd.
Insomma, queste dimissioni non sono state un fulmine a ciel sereno.
Süssli è in carica dal 2020, ha precisato Amherd, e lascerà il suo posto a fine anno dopo un periodo trascorso alla guida dell'esercito in linea con quello dei suoi predecessori.
Assieme abbiamo pensato che fosse meglio lasciare prima dell'elezione del mio successore, ha spiegato la vallesana, affinché quest'ultimo abbia le mani libere per scegliere un sostituto.
Andarsene dopo l'elezione avrebbe potuto fare sorgere il sospetto che non fosse d'accordo col nuovo responsabile del DDPS, ha aggiunto Amherd. Ciò vale anche per Dussey (entrato in carica nel 2022).
Sia quest'ultimo che Süssli rimarranno al loro posto ancora per un po' onde consentire un passaggio ordinato di consegne, ha dichiarato la consigliera federale del Centro.
Dalla loro nomina, entrambi hanno dovuto affrontare grandi sfide, come la pandemia e la guerra in Ucraina, riorganizzando l'esercito e il servizio d'informazione per adeguarlo al peggioramento della situazione a livello di sicurezza e alle nuove forme di guerra ibrida.
Per cosa serviranno i 1,7 miliardi chiesti?
In merito al messaggio 2025 sull'esercito, il credito d'impegno chiesto dall'esecutivo prevede circa 1,5 miliardi per investimenti in armamenti e altri 185 milioni per progetti immobiliari del DDPS.
Inoltre, l'esecutivo sottopone di nuovo alle Camere federali il decreto riguardante la messa fuori servizio degli aerei da combattimento F-5 Tiger, quelli usati dalla Patrouille Suisse.