Governo

Berna vuole dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030

cp, ats

6.4.2022 - 13:33

Verdure destinate alla pattumiera, ma ancora commestibili, offerte gratis.
Keystone

Ogni anno, in Svizzera, vengono sprecati o gettati inutilmente 330 kg di alimenti a testa. Una quantità eccessiva che, col suo piano d'azione adottato oggi, il Consiglio federale intende dimezzare entro il 2030 rispetto al 2017, anno di riferimento.

cp, ats

6.4.2022 - 13:33

Tra le misure previste, volontarie almeno nella prima fase, figurano la proroga della data di scadenza di determinati prodotti, l’aumento delle donazioni di alimenti invenduti a organizzazioni di utilità pubblica o l’ottimizzazione degli imballaggi.

Per cogliere l’obiettivo, diventato più impellente con la guerra in Ucraina che ha lasciato emergere la dipendenza della Svizzera dall'estero, la Confederazione stipulerà un accordo con le imprese e le organizzazioni del settore alimentare che fisserà obiettivi di riduzione precisi, indica una nota governativa odierna. Nel 2025, l'esecutivo valuterà se le misure adottate saranno state sufficienti e, se necessario, prenderà ulteriori decisioni.

La guerra in Ucraina illustra, secondo il governo, l’importanza della lotta allo spreco di cibo, un fenomeno che incide anche sull’ambiente poiché rappresenta un quarto dell’impatto climatico causato dall’alimentazione. La produzione di cibo richiede infatti l’utilizzo di risorse limitate come l’acqua, l’energia e il suolo.

I rifiuti evitabili hanno anche un impatto economico. Il cibo non consumato incide sui costi lungo tutta la catena di produzione e la catena del valore. Questi costi vengono poi accollati al consumatore finale.

Piano d’azione in due fasi

Per ridurre il volume dei rifiuti alimentari evitabili, in Svizzera sono già state adottate numerose misure e iniziative, ma la maggior parte di esse sono di entità ridotta o circoscritte a livello locale. Il piano d’azione governativo intende accelerare tale processo. Il piano – in due fasi: 2022-2025 e 2026-2030 – si rivolge a tutte le imprese e organizzazioni del settore alimentare ma anche alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni.

La prima fase si basa su un accordo intersettoriale concernente la ristorazione, la distribuzione, l’industria di trasformazione e l’agricoltura. Gli obiettivi di riduzione dovranno essere raggiunti attraverso l’adozione di misure volontarie. I provvedimenti possono ad esempio prevedere la proroga della data di scadenza di determinati prodotti, l’aumento delle donazioni di alimenti invenduti a organizzazioni di utilità pubblica, l’ottimizzazione degli imballaggi o una migliore pianificazione delle colture.

Dal canto loro, i poteri pubblici sosterranno la portata delle iniziative adottate dall’economia eliminando gli ostacoli e i conflitti d’interesse esistenti. Per garantire i progressi a lungo termine, sono previste anche misure volte a migliorare l’informazione delle economie domestiche, a incrementare le loro conoscenze pratiche e per sviluppare le competenze dei professionisti.

Bilancio intermedio nel 2025

Nel 2025 la Confederazione valuterà se le misure del piano d’azione risulteranno sufficienti. Affinché l’obiettivo di dimezzare le perdite alimentari evitabili possa essere realizzato entro il 2030, occorrerebbe ridurlo di circa il 25% entro il 2025.

Se la portata delle misure dovesse rivelarsi troppo debole e la riduzione delle perdite alimentari troppo lento, la Confederazione potrà adottare misure supplementari nel corso della seconda fase.

cp, ats