«Un no alla legge Covid metterebbe in seria difficoltà le imprese»

fc, ats

27.9.2021 - 11:41

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin
Keystone

Un eventuale «no» alla revisione della legge covid-19, in votazione il 28 novembre, metterebbe in seria difficoltà le imprese colpite dalla pandemia e renderebbe molto più difficili i viaggi all'estero. Lo indica oggi il consiglio federale.

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27.9.2021 - 11:41

In conferenza stampa, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha detto di essere cosciente che «un gran numero persone e imprese subiscono conseguenze negative a causa della pandemia e dei provvedimenti adottati dal Consiglio federale per affrontarla».

Per far fronte alle difficoltà, governo e Parlamento hanno messo a disposizione 70 miliardi di franchi. Le aziende che ne hanno beneficiato o che continuano a beneficiare del sostegno di Berna sono oltre 100'000. Per Parmelin rimettere in discussione questi aiuti sarebbe un grave errore.

La revisione della legge covid-19 in votazione tra due messi crea anche le basi legali del certificato covid. Grazie al pass è possibile organizzare manifestazione e eventi che altrimenti sarebbero chiusi o bloccati. Il pass è lo strumento che ci permette di ritornare al ristorante, al museo, al cinema e all'allenamento; e «funziona bene», ha detto il consigliere federale Alain Berset.

Il consigliere federale ha poi nuovamente ribadito che il certificato sanitario continuerà ad essere richiesto in Svizzera solo il tempo necessario per evitare di sovraccaricare gli ospedali. Lo stesso non si può dire per l'estro.

Il pass sarà richiesto per un periodo molto più lungo

Per i viaggi al di fuori dei nostri confini dobbiamo partire dal presupposto che il pass sarà richiesto per un periodo molto più lungo: gran parte della popolazione mondiale non ha avuto accesso al vaccino, ha ricordato Berset. È dunque fondamentale continuare ad avere un certificato, riconosciuto dall'Unione europea, che permetta di circolare facilmente all'estero.

Berset ha poi voluto ricordare che la votazione di novembre non riguarda le misure previste dalla legge sulle epidemie. I provvedimenti adottati in base a quest'ultima – come le mascherine sui trasporti pubblici, la chiusura di determinate strutture e il divieto di organizzare eventi – potranno dunque essere mantenuti o reintrodotti anche qualora la modifica della legge covid-19 dovesse essere respinta.

Seconda votazione sulla legge Covid-19

Il popolo ha già votato una volta sulla legge covid-19: lo scorso 13 giugno, quando ha approvato con una maggioranza del 60% la legge adottata dal Parlamento il 25 settembre 2020. La votazione del 28 novembre riguarda unicamente le modifiche apportate a tale legge il 19 marzo 2021.

In caso di bocciatura della revisione della legge covid-19 verrebbero dunque abrogate unicamente le modifiche alla legge introdotte il 19 marzo. In tal caso, gli adeguamenti cesseranno di applicarsi un anno dopo la loro entrata in vigore, ossia il 19 marzo 2022. Non sarebbe ad esempio più possibile rilasciare certificati covid, neanche per i viaggi all'estero, precisa l'esecutivo.

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