Svizzera

Per sinistra e Verdi liberali manca sostegno al personale infermieristico

mp, ats

29.9.2021 - 14:59

Il ministro della sanità Alain Berset ha respinto al mittente le critiche di sinistra e Verdi liberali sul fatto che Confederazione e Cantoni giochino allo scaricabarile
Il ministro della sanità Alain Berset ha respinto al mittente le critiche di sinistra e Verdi liberali sul fatto che Confederazione e Cantoni giochino allo scaricabarile
Keystone

La sinistra e i Verdi liberali hanno denunciato oggi la mancanza di sostegno al personale infermieristico nel corso di un dibattito d'attualità sul sistema sanitario, e il suo rafforzamento, in relazione alla crisi pandemica.

mp, ats

29.9.2021 - 14:59

Per il centro-destra e il Consiglio federale, invece, la responsabilità incombe essenzialmente ai Cantoni e agli ospedali. Il popolo si pronuncerà il prossimo 28 novembre.

La pandemia ha messo in risalto in maniera «spietata» la carenza di personale infermieristico, ha deplorato Melanie Mettler (PVL/BE). Già oggi oltre 10'000 posti sono vacanti e circa 70'000 persone supplementari sono necessarie entro il 2030 in questo settore, ha aggiunto.

La situazione è «drammatica», le ha fatto eco Barbara Gysi (PS/SG). Il personale infermieristico deve fare un sacco di straordinari, non ha abbastanza tempo per garantire buone cure e si trova regolarmente confrontato con il dilemma di decidere quali cure praticare.

Partenze

Infermiere e infermieri non dispongono inoltre di piani di lavoro fissi che consentano loro di conciliare vita privata e professionale, ha sottolineato Manuel Weichelt (Verdi/ZG). In questo contesto, quasi la metà delle persone diplomate abbandonano il mestiere nei cinque anni che seguono la loro formazione, ossia circa 2'000 persone all'anno. A ciò si aggiunge un crescente affaticamento e assenteismo, ha deplorato Michel Matter (PVL/GE).

Secondo questi tre partiti, la Confederazione non interviene abbastanza per risolvere tali problemi. Il Consiglio federale sceglie la via più semplice dicendo che questi aspetti non sono di sua competenza, ma di quella dei Cantoni, ha aggiunto Gysi. Stando a Manuela Weichelt, i vari livelli giocano allo scaricabarile.

Il Consiglio federale agisce

Tali accuse sono state rispedite al mittente dal ministro della sanità Alain Berset. Il consigliere federale ha ricordato come il governo fosse consapevole ancora prima dello scoppio della pandemia delle difficoltà del settore. I problemi si sono accentuati con la crisi, mentre il personale infermieristico ha acquisito importanza.

La carenza si è particolarmente risentita nei reparti di cure intensive. È abbastanza facile trovare letti, ma a mancare è il personale altamente qualificato, ha spiegato Berset.

Confederazione e Cantoni hanno già preso misure per aumentare il numero dei diplomi rilasciati. Questi sforzi proseguiranno, ha aggiunto. Dal gennaio 2020, il personale infermieristico ha pure possibilità più estese di decidere autonomamente quali cure prescrivere.

Il Governo farà un punto della situazione e nel secondo semestre 2022 deciderà quali tappe supplementari devono essere intraprese, ha sottolineato il ministro della sanità.

A suo avviso, si dovrà fare un'analisi della situazione una volta terminata la pandemia. Occorrerà trarne le dovute conseguenze assieme ai Cantoni e agli attori privati per meglio sostenere il sistema sanitario e quello delle cure.

Controprogetto indiretto

Nel frattempo, il capo del Dipartimento federale dell'interno ha affermato che il controprogetto indiretto all'iniziativa «Per cure infermieristiche forti», che sarà sottoposto in votazione il prossimo 28 novembre, dà già una risposta a questi problemi. Il progetto obbliga infatti le istituzioni sanitarie a formare personale e i Cantoni a sostenerli finanziariamente a questo scopo, con l'appoggio di Berna.

La Confederazione e i Cantoni dovrebbero mettere a disposizione per otto anni circa 500 milioni di franchi ciascuno, ha sottolineato dal canto suo Philippe Nantermod (PLR/VS). Il controprogetto consentirà inoltre di agire rapidamente, purché l'iniziativa venga respinta, gli ha fatto eco Albert Rösti (UDC/BE).

I primi effetti concreti dovranno farsi sentire dal 2022, ha spiegato il bernese. Per contro, in caso di «sì» all'iniziativa, si avrà un «magnifico» articolo costituzionale, ma si perderebbero tra i 2 e 4 anni per vederne le conseguenze.

Rivendicazioni «evidenti»

Di fronte ai problemi reali del personale ospedaliero, non c'è bisogno di maggiore intervento statale, ha dichiarato da parte sua Martina Bircher (UDC/AG). Per la destra, non occorre sconvolgere un sistema che si è dimostrato valido durante la crisi: non spetta alla Confederazione gestire gli ospedali, mentre i Cantoni hanno dimostrato che possono gestire il sistema sanitario.

Di tutt'altro parere la sinistra e il PVL. A loro avviso, solo un «sì» all'iniziativa consentirà di rispondere alle preoccupazioni del personale infermieristico. Secondo Matter, le rivendicazioni contenute nel testo sono «evidenti». Gli applausi rivolti alle infermiere e agli infermieri durante la prima ondata sono stati rapidamente dimenticati, ha deplorato il Verde liberale ginevrino.

mp, ats