Omicron, per gli esperti «le misure annunciate sono di utilità limitata»

phi / pab

1.12.2021

Huldrych Günthard (a sinistra) dell'Istituto di Malattie Infettive e colleghi in un punto di stampa all'Ospedale Universitario di Zurigo.
Huldrych Günthard (a sinistra) dell'Istituto di Malattie Infettive e colleghi in un punto stampa all'Ospedale Universitario di Zurigo.
KEYSTONE/archivio

Come reagiscono gli esperti alla proposta di inasprire le misure contro il Covid? Andreas Cerny della Moncucco, Jan Fehr e Huldrych Günthard concordano sul fatto che la politica stia agendo troppo tardi e avrebbero voluto più coraggio.

phi / pab

1.12.2021

Il Consiglio federale ora vuole agire, ma gli esperti avrebbero ritenuto opportuno un intervento prima. Il medico capo del Dipartimento di malattie infettive dell'ospedale universitario di Zurigo avrebbe preso le misure «una quindicina di giorni fa», dice Huldrych Günthard al «Tages-Anzeiger».

L'estensione dell'obbligo del certificato è stato un «passo corretto e importante», ma l'esperto avrebbe potuto anche immaginare «un obbligo di mascherina per allievi e insegnanti». Ora Günthard spera che almeno la vaccinazione dei bambini sia presto aggiunta al pool di misure.

Anche l'infettivologo Jan Fehr dubita che le misure siano arrivate per tempo. «L'Austria ha introdotto una chiusura più di una settimana fa», dice a «20 Minuten». «Ma un'inversione di tendenza sta diventando evidente solo ora. Non abbiamo misure così drastiche e allo stesso tempo c'è Omicron che ci alita sul collo».

Per Fehr, ci sarebbero potute essere anche decisioni di più ampia portata: «Uno spostamento decisivo verso l'home office sarebbe concepibile, un'ampia applicazione del certificato Covid e anche il 2G dovrebbe essere considerato molto seriamente», elabora. «In situazioni delicate anche il 2G più mascherina, rispettivamente il 2G più un test».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'infettivologo della clinica Moncucco di Lugano Andreas Cerny cha alla RSI ha dichiarato: ««Queste misure sono relativamente miti. Ci sarebbe spazio per essere più drastici, anche perché per avere un impatto sulla pandemia bisogna aspettare due o tre settimane dopo l’introduzione di nuove misure».

Cerny si è dichiarato comunque contento che la Svizzera abbia finalmente agito: «da settembre sembrava paralizzata, non abbiamo fatto finora praticamente niente rispetto a una nuova grossa ondata che arrivava dall’Est Europa; stiamo finalmente facendo qualcosa.».

Molte cose «al limite»

Ma perché le proposte che sono state mandate martedì in consultazione non sono sufficienti secondo gli esperti? Günthard teme che il numero di casi sia «molto più alto» del previsto. Alcuni ospedali sono già di nuovo «al limite». Inoltre alcuni centri per i tamponi e laboratori riescono a malapena a tenere il passo con i test.

Per quanto riguarda il posto di lavoro, Günthard è a favore della più severa delle tre proposte: un obbligo generale di lavorare da casa. «C'è un rischio di infezione in ufficio», ragiona. Da un lato, Günthard non crede che Omicron possa essere prevenuto in questo modo. «Queste misure hanno un'utilità molto limitata», dice. D'altra parte, l'esperto spera che «le restrizioni proposte siano almeno attuate nel modo più rapido ed efficiente possibile».

Anche per Cenry, sempre espressosi sulla RSI, sarà necessario agire sul telelavoro, per diminuire contatti e movimenti delle persone: «Siamo di fronte a un’epidemia di variante Delta; abbiamo pazienti in cure intense e molti non ce la faranno, altri avranno un lungo decorso. Questa ondata andrà avanti: almeno per le prossime due settimane i casi continueranno a raddoppiare. Le settimane che abbiamo di fronte a noi non saranno belle: abbiamo perso tempo».

Pessimismo condiviso anche da Günthard che per quanto riguarda le norme di quarantena e l'ingresso, prevede: «Possiamo già dire che il virus rovinerà ancora una volta la stagione natalizia per molti di noi».

Prima, però, le parti sociali e i cantoni dovranno dire la loro fino a questa sera sulle proposte del Consiglio federale.