Negoziati aggiuntivi per migliorare l'Accordo quadro con l'UE

16.4.2019 - 18:34, ATS

Il Consiglio federale è invitato a condurre negoziati complementari con l'Unione europea (foto simbolica d'archivio).
Source: KEYSTONE/GAETAN BALLY

Il Consiglio federale deve condurre negoziati complementari con l'Unione Europea o prendere altri provvedimenti adeguati per migliorare l'accordo istituzionale con Bruxelles.

Lo richiede una mozione depositata martedì dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N), approvata a larga maggioranza.

Il testo riprende parzialmente alla lettera quanto domandato già dall'omologa commissione degli Stati. Se le due mozioni, precisano in un comunicato i servizi del Parlamento, saranno adottate dalle rispettive Camere nel corso della sessione parlamentare estiva, il governo sarà definitivamente incaricato di effettuare negoziati complementari con l'Ue sui punti comuni. La Commissione ha invece rifiutato, con 16 voti a 8 e un astenuto, una proposta di mozione contro la firma dell'accordo quadro.

Nella sua mozione, la CET-N sollecita il Consiglio federale su tre ambiti. Per quel che concerne i salari, l'attuale livello di protezione deve essere garantito e, all'occorrenza, deve poter essere esteso.

In secondo luogo, la direttiva sui diritti dei cittadini dell'Ue non è accettabile per la Svizzera e va pertanto espressamente esclusa. Infine, occorre garantire che gli aiuti statali conosciuti oggi nella Confederazione non siano lasciati da parte e che il necessario margine di manovra sia mantenuto in futuro.

Con 8 voti contro 7 e 9 astenuti, la Commissione ha inoltre adottato un documento all'indirizzo del governo, definito un «parere», nel quale riprende diversi aspetti già citati nella mozione. In questa ulteriore presa di posizione, suddivisa in sette punti, si ricorda che la CET-N, nonostante sia favorevole a relazioni stabili sull'asse Berna-Bruxelles, ritiene insufficiente l'attuale bozza dell'accordo istituzionale.

La Commissione ha anche rigettato una proposta secondo cui l'esecutivo dovrebbe chiarire con l'Ue le questioni aperte, fra cui l'avvio della procedura ordinaria in vista dell'approvazione dei trattati internazionali: 16 i contrari e 7 i favorevoli (due astensioni).

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