Si rivaluta l'impiego dell'esercito per aiuti più a lungo termine

ATS

14.4.2020 - 16:08

Presto l'esercito stabilirà le modalità di impegno a lungo termine nel sostegno alla lotta contro la Covid-19: parola del divisionario Yvon Langel,
Source: KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

L'esercito svizzero fornisce sostegno alla società civile dall'inizio della crisi sanitaria legata alla Covid-19, in particolare negli ospedali, e intende farlo a lungo termine. Perciò sono in corso discussioni per rivalutare il dispositivo messo in atto dai militari.

Una decisione sulle modalità di impegno dell'esercito dovrebbe essere presa abbastanza rapidamente, nei prossimi giorni o settimane, ha detto oggi Yvon Langel, comandante di divisione della Divisione territoriale 1, che copre la Svizzera romanda e il cantone di Berna, in una conferenza stampa all'Ospedale universitario di Ginevra (HUG).

Attualmente ci sono diversi indizi che lasciano pensare a una stabilizzazione delle cure. La decisione su come fare intervenire l'esercito rifletterà l'evoluzione della pandemia. «Vogliamo garantire un sostegno a lungo termine, per poterlo distribuire nel tempo», ha affermato il divisionario.

Personale di supporto

All'HUG sono mobilitati un'ottantina di soldati e soldatesse. In piccoli gruppi si alternano 24 ore su 24. Non indossano l'uniforme e si limitano al ruolo di assistenti per le cure. Lavorano sempre sotto la supervisione del personale dell'ospedale, ha precisato Langel.

I militi sono in particolare impegnati in terapia intensiva e aiutano il personale infermieristico a spostare i pazienti intubati, ha spiegato il tenente Michaël Marchon, del 2° battaglione dell'ospedale. Alla clinica geriatrica di Trois-Chêne si occupano soprattutto dell'igiene personale dei pazienti.

Un aiuto non privo di pericoli

Questo impegno nei luoghi in cui la Covid-19 è a volte presente non è privo di rischi. Alcuni soldati hanno preso il virus, ha ammesso il tenente colonnello Raul Barca, comandante del 2° battaglione dell'ospedale. I soldati infetti sono stati messi in quarantena e, una volta guariti, hanno potuto riprendere la loro missione.

L'aiuto dell'esercito consente di sollevare il personale sanitario civile di parte del carico di lavoro, ha sottolineato il consigliere di Stato Mauro Poggia. In questo periodo di crisi, il personale militare mobilitato a Ginevra sostiene anche la polizia nella sorveglianza delle missioni diplomatiche nonché il lavoro delle guardie di confine.

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