Impennata di casi, «Giovani, fatevi vaccinare». I guariti meno protetti che i vaccinati

cp, ats

17.8.2021 - 16:30

Patrick Mathys, Leiter Sektion Krisenbewaeltigung und internationale Zusammenarbeit, Bundesamt fuer Gesundheit BAG, spricht an einem Point de Presse zur Covid 19 Situation, am Dienstag, 20. Juli 2021, in Bern. (KEYSTONE/Peter Schneider)
Patrick Mathys, in una foto d'archivio
KEYSTONE

La situazione sul fronte pandemico sta «purtroppo» peggiorando, anche se al momento il numero di decessi non è preoccupante, come anche il numero di persone ricoverate in terapia intensiva. I vaccinati risultano meglio protetti che i guariti.

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17.8.2021 - 16:30

Patrick Mathys dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), in apertura della consueta conferenza stampa, ha affermato che il livello attuale di nuove infezioni non era mai stato raggiunto dalla seconda ondata dello scorso anno e ha quindi esortato soprattutto i giovani e i giovani adulti a farsi vaccinare al più presto.

Attualmente, poco più del 70% dei 1.000 posti letto disponibili in terapia intensiva in Svizzera è occupato. Circa il 14% di essi lo è da pazienti Covid-19. Secondo Mathys si può parlare di sovraccarico a partire dal doppio di questa cifra.

Per quanto attiene ai vaccini, Mathys ha sottolineato che ci sono dosi a sufficienza per tutti, anche se gli stock sono stati limitati affinché i vaccini vengano effettivamente utilizzati laddove necessario. I numeri dimostrano, secondo l'esperto, che l'incidenza del virus e le sue conseguenze negative sono meno gravi se le persone sono vaccinate.

Da qui la nuova campagna dell'UFSP diretta ai giovani, tanto più che i centri di vaccinazione non sono presi d'assalto e quindi c'è posto per tutti. Solo così, secondo Mathys, si può evitare una quarta ondata e il conseguente aumento dei ricoveri.

Una terza dose?

Per quanto attiene a una terza vaccinazione, o vaccinazione di richiamo per le persone «anziane», Mathys ha affermato che il tema è allo studio della Task Force Covid 19 del Consiglio federale, e che al momento opportuno si deciderà.

Ad ogni modo, ci vorrà un'altra domanda di autorizzazione da parte dei produttori, ciò che richiederà del tempo.

«Se si marcia sul posto, tra 6 mesi nel bel mezzo di una nuova ondata»

Anche Tanja Stadler, neo presidente della Task Force Covid-19 del Consiglio federale e per la prima volta davanti ai media, ha invitato gli indecisi a farsi immunizzare. Se si marcia sul posto, ha messo in guardia, tra sei mesi rischiamo di trovarsi nel bel mezzo di un'ondata simile alla seconda. Prima o poi, infatti, a causa della variante Delta, molto più infettiva, tutti verremo a contatto col virus.

«Le infezioni sono raddoppiate tre volte in un mese», ha aggiunto Stadler. Se i numeri raddoppiano altre tre volte, il sistema sanitario sarà sovraccaricato come lo era al culmine della seconda ondata. Alcune operazioni potrebbero quindi essere rinviate.

Si tratta quindi soprattutto, per la docente al Politecnico federale di Zurigo, di proteggere il sistema sanitario, non solo i suoi operatori, già fortemente sollecitati nel recente passato, ma anche le persone che necessitano di farsi operare e che devono rinunciare perché i letti sono occupati da malati Covid.

Vacanzieri esortati a farsi testare

Nel suo intervento Rudolf Hauri, medico cantonale di Zugo e presidente dei medici cantonali, ha sottolineato l'importanza delle persone tornate dalle vacanze tra i nuovi positivi, con percentuali in media del 20%, con variazioni tra cantone e cantone. I vacanzieri vengono esortati a farsi testare. Un incremento dei casi è stato constatato anche in seguito a feste o incontri famigliari.

La maggior parte delle nuove infezioni riguarda le persone fino ai 60 anni, ha specificato Hauri, sottolineando tuttavia che le strutture ospedaliere non sono, al momento, sotto pressione. Per Hauri non è ancora possibile al momento parlare di quarta ondata alle porte, ma di qualcosa a metà strada.

Hauri ha poi aggiunto che solo mantenendo le misure di protezione attuali è possibile contenere il virus. Molto importante, a suo parere, eseguire test periodici nelle scuole e nelle aziende. Frattanto il contact tracing funziona a pieno regime, anche se non è sempre facile raggiungere tutte le persone entrate in contatto con soggetti infetti.

I vaccinati meglio protetti che i guariti

Recenti ricerche sull'immunità al Covid, condotti principalmente in Ticino e nel canton friburgo, hanno dimostrato che la protezione con la vaccinazione è migliore rispetto a dopo l'infezione con la malattia, ha spiegato Milo Puhan del progetto di ricerca Corona Immunitas.

Questa maggiore protezione si applica soprattutto alle ultime varianti del virus. La vaccinazione ha rilevato anticorpi molto più frequentemente in Svizzera, in particolare negli over 65, ha affermato Puhan, direttore dell'Istituto di epidemiologia, biostatistica e prevenzione dell'Università di Zurigo.

In questa fascia di età, il tasso di vaccinazione è relativamente alto. Sulle ragioni della vaccinazione, il desiderio di tornare alla normalità, l'autoprotezione, ma anche la protezione degli altri, sono le ragioni principali menzionate, ha affermato Puhan.

I sondaggi hanno anche dimostrato che nelle ultime settimane le misure di protezione come il mantenimento del distanziamento sociale e l'uso di mascherine sono state osservate con meno diligenza rispetto a prima.

Per evitare un nuovo lockdown il vaccino è l'unica via

Per evitare un nuovo confinamento, la vaccinazione rimane l'unica soluzione, ha martellato Mathys. Ora è il momento giusto per farlo se vuoi essere protetto durante la stagione autunnale.

Tanja Stadler dal canto suo ha rifiutato ogni speculazione su un possibile giro di vite, in caso di deterioramento della situazione Ogni misura ha i suoi svantaggi ha ricordato. Ha terminato rammentando che spetta al Consiglio federale prendere eventuali provvedimenti restrittivi.

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