Covid

Reazioni contrastanti alle proposte del governo

cc, ats

10.12.2021 - 20:19

Reazioni contrastanti alle misure anti-Covid messe in consultazione oggi dal governo. PS e i Verdi sono piuttosto positivi, mentre l'UDC e i Verdi sono critici. L'economia teme soprattutto le chiusure, mentre i sindacati sono preoccupati per i redditi dei lavoratori.
Reazioni contrastanti alle misure anti-Covid messe in consultazione oggi dal governo. PS e i Verdi sono piuttosto positivi, mentre l'UDC e i Verdi sono critici. L'economia teme soprattutto le chiusure, mentre i sindacati sono preoccupati per i redditi dei lavoratori.
Keystone

Le nuove misure anti-Covid messe in consultazione oggi, venerdì, dal Consiglio federale suscitano reazioni contrastanti. Alcuni criticano l'esecutivo per mancanza di incisività o coraggio, e viene anche menzionata la vaccinazione obbligatoria.

cc, ats

10.12.2021 - 20:19

In estrema sintesi, fra i partiti, il PS e i Verdi sono piuttosto positivi, mentre l'UDC e i Verdi sono critici. L'economia teme soprattutto le chiusure, mentre i sindacati sono preoccupati per i redditi dei lavoratori.

L'UDC respinge decisamente la proposta di imporre in tutto il paese la regola 2G, ossia un accesso a luoghi chiusi consentito solo a vaccinati o guariti. Questa misura è solo un preludio alla vaccinazione obbligatoria ed è inefficace. Inoltre non porta altro che un «falso senso di sicurezza» e discrimina ancora di più i non vaccinati, scrive il partito di destra.

Come il PLR, che vuole evitare un confinamento a tutti i costi, i Verdi Liberali ritengono che l'introduzione generalizzata della regola delle 2G per le aree interne sia preferibile alle chiusure parziali. Il presidente dei Verdi liberali Jürg Grössen sostiene anche l'idea di un ulteriore test negativo in luoghi dove non è possibile rimanere seduti, come le discoteche o i cori. Il consigliere nazionale ritiene inoltre che le maschere FFP2, più efficaci, dovrebbero essere prescritte. E contemporaneamente sfruttare l'intera gamma di misure: qualità dell'aria, misure igieniche, test, telelavoro e vaccinazioni.

Verdi: un fallimento del governo

I Verdi si rammaricano che «il Consiglio federale non riesca nemmeno a imporre un obbligo di telelavoro e dei test nelle scuole». Il loro presidente Balthasar Glättli ha definito i risultati «un fallimento del governo» e ha anche criticato l'inazione dei cantoni.

Dal canto suo, il PS è soddisfatto. La Confederazione e i Cantoni «cominciano finalmente ad agire come dovrebbero per proteggere la popolazione e gli ospedali». I socialisti chiedono una rapida somministrazione della dose di richiamo e ulteriori aiuti economici.

L'Alleanza del Centro considera «con preoccupazione» come «queste misure potrebbero influenzare la coesione della Svizzera». La regola del 2G o quella del 2G-plus significano «ulteriori restrizioni che mettono alla prova la solidarietà della popolazione», scrive. L'obiettivo principale rimane quello di garantire l'accesso al sistema sanitario per tutti. Il suo presidente Gerhard Pfister mostra comprensione per i provvedimenti proposti dall'esecutivo, ma, come il PLR, per il momento non si esprime in modo preciso sulle varianti proposte.

Divergenze sul lavoro da remoto

Fra gli ambienti imprenditoriali, l'Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam) ritiene l'obbligo di telelavoro una misura puramente simbolica e considera le chiusure «inaccettabili e dannose per l'economia». Molte aziende hanno introdotto volontariamente il telelavoro, dove è ragionevole e possibile, afferma l'Usam. Il potenziale per l'Home Office è quindi già esaurito, sostiene in un comunicato. Inoltre le imprese hanno adottato concetti di protezione mirata che hanno dimostrato la loro efficacia, afferma ancora l'associazione padronale aggiungendo che non ci sono prove di un aumento del rischio di infezione sul posto di lavoro. Le chiusure – aggiunge – colpirebbero inoltre settori che già l'anno scorso hanno perso diverso fatturato. L'Usam respinge quindi fermamente la variante 2 proposta dal Consiglio federale.

L'Unione svizzera degli imprenditori (USI) si impegna invece a intensificare immediatamente i suoi sforzi nel campo del telelavoro. Passare da una raccomandazione a un obbligo è un male minore rispetto alle chiusure, afferma. Tuttavia – sottoliena – bisogna ricordare che il 60% dei lavori non sono adatti a essere fatti da casa. Oltre al rispetto sistematico delle regole di distanza e di igiene sul posto di lavoro, le restrizioni di contatto nella vita quotidiana e privata sono altrettanto importanti per contenere il virus, afferma la nota.

Economiesuisse preferisce la variante 1, meno drastica, con la regola 2G (accesso a varie attività solo per vaccinati o guariti) più maschere e obbligo di rimanere seduti al tavolo. Tuttavia, chiede che le misure siano limitate al 9 gennaio e che la situazione sia poi rivalutata. E sarebbe più opportuno dare alle aziende un margine di manovra in modo che possano introdurre un regolamento 2G nel quadro dei loro concetti di protezione esistenti.

Garantire i salari

Il PS e l'Unione sindacale svizzera (USS) sono preoccupati per il futuro dei lavoratori, e chiedono al Consiglio federale di estendere al più presto gli aiuti – sotto forma di lavoro ridotto e indennità per perdita di guadagno – ai settori colpiti dalla crisi, come già deciso dai due rami del Parlamento.

La centrale sindacale critica poi il rifiuto di alcuni Cantoni di versare le indennità di perdita di guadagno. La Confederazione deve chiarire la situazione e assicurarsi che queste somme, che garantiscono il minimo vitale, siano pagate, scrive l'USS.

Nel caso di un eventuale obbligo di lavorare da casa per motivi epidemiologici – aggiunge – i datori di lavoro non dovrebbero sottrarsi ai loro doveri, ma assumersi integralmente i costi. Il telelavoro come mezzo di lotta contro la pandemia non deve essere a carico dei lavoratori.

Dal canto suo il presidente di GastroSuisse, Casimir Platzer, non è «del tutto sicuro dell'efficacia» del sistema 2G generalizzato proposto nella prima variante del Consiglio federale. Fa notare che i paesi vicini hanno optato per il confinamento nonostante il 2G. Forse si dovrebbe discutere con il Consiglio federale di varianti più efficaci, aggiunge. Nel complesso, si tratta di «evitare la chiusura con tutti i mezzi». Quasi tutto è meglio di una chiusura», conclude il presidente di GastroSuisse.

E in tal senso viene menzionato anche il vaccino obbligatorio. La Commissione svizzera dei bar e dei club (CSBC) critica le proposte del governo e afferma che occorre una strategia globale invece di muoversi prudentemente a scapito dei singoli settori. In particolare i politici svizzeri non hanno il coraggio di affrontare «temi scottanti» come la vaccinazione obbligatoria, come avviene invece in Germania e in Austria, afferma la CSBS

La vita notturna è ancora una volta colpita dalle misure. E questo nonostante le cifre del cantone di Ginevra dimostrino che i locali notturni, per non parlare di bar e ristoranti, non possono essere considerati come vettori della pandemia. La vita notturna ancora una volta serve da alibi a una politica che non riesce ad agire là dove la pandemia è effettivamente in atto, per esempio nelle scuole, dichiara nella notala CSBS.

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