Novità a febbraio L'ambasciatore Roberto Balzaretti sulla crisi diplomatica Svizzera-Italia: «Non credo sia un ricatto di Roma». Ecco perché

SDA

28.1.2026 - 08:10

Negli scorsi giorni il governo italiano ha chiesto di costituire una squadra investigativa comune per indagare sul rogo del "Le Constellation". (Foto archivio)
Negli scorsi giorni il governo italiano ha chiesto di costituire una squadra investigativa comune per indagare sul rogo del "Le Constellation". (Foto archivio)
Keystone

Secondo l'ambasciatore svizzero a Roma, Roberto Balzaretti, la Procura vallesana incontrerà a metà febbraio gli inquirenti italiani nel quadro delle indagini in corso per far luce sulla tragedia di Capodanno avvenuta a Crans-Montana. Le mosse di Palazzo Chigi per lui, come ha detto alla RSI: «Non penso sia un ricatto di Roma» e spiega perché.

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Keystone-SDA, Paolo Beretta

«Le autorità giudiziarie italiane e svizzere stanno già collaborando (...) e il Vallese si è detto d'accordo di condurre discussioni», ha dichiarato Balzaretti in un'intervista rilasciata al gruppo CH Media, dopo aver parlato anche alla RSI. 

«L'essenziale è dimostrare con credibilità che siamo alla ricerca di verità»

Balzaretti nel TG speciale dell'emittente di Comano ha chiarito: «La situazione non è gravissima. C’è una questione seria per gli italiani che è quella di occuparsi dei loro concittadini morti all’estero. Non sta intaccando il resto della cooperazione bilaterale che si svolge quasi in modo normale».

«C’è un livello politico di discussione, poi c’è il livello dei procedimenti giudiziari nei quali non possiamo mischiarci, lo spieghiamo anche ai nostri colleghi italiani. La cosa essenziale è dimostrare con credibilità che siamo anche noi alla ricerca di verità, dei fatti, della giustizia, delle sanzioni per chi ha sbagliato.».

«Non credo sia un ricatto di Roma»

«Poi ci occuperemo in modo ineccepibile delle vittime. Non direi, però, che è a rischio l’insieme della relazione bilaterale», ha continuto l'ambasciatore svizzero in Italia.

«Non credo sia un ricatto da parte di Roma. La procura competente di trattare i fascicoli che riguardano i cittadini italiani che hanno subito atti criminali all’estero ha aperto un fascicolo per rogatoria internazionale ha chiesto cooperazione alla procura vallesana.»

«Pensare di trattenere l’ambasciatore perché la cooperazione non avviene è una leva sbagliata, non può esserci ricatto sull’indipendenza della giustizia».

«Non credo che le autorità italiane stiano facendo qualcosa che non serve perché primo, si vuole cooperare, secondo perché vogliamo la verità e terzo perché trattenendo l’ambasciatore non impedisce alla cooperazione giudiziaria di continuare»

«L'incontro a metà febbraio non è un ritardo»

L'incontro dovrebbe svolgersi a livello tecnico, ha sottolineato l'ambasciatore al quotidiano romando Le Temps.

L'Italia avrebbe chiesto un simile incontro prima ancora che fosse stata presa una decisione in merito alla domanda d'assistenza giudiziaria internazionale, ha ribadito Balzaretti.

L'incontro stabilito previsto per metà febbraio non rappresenta «un ritardo da parte della Svizzera, ma la prima data possibile per la Procura di Roma», ha spiegato l'ambasciatore alle testate di CH Media.

Il 13 gennaio la magistratura italiana aveva inoltrato una richiesta di assistenza giudiziaria alla Confederazione. L'Ufficio federale di giustizia (UFG) l'ha poi trasmessa il giorno successivo alla Procura vallesana, ha riferito ieri l'UFG, interpellato dall'agenzia Keystone-ATS.

I funzionari bernesi hanno precisato che le due autorità di perseguimento penale hanno la possibilità di collaborare per condurre indagini nell'ambito delle cosiddette squadre investigative comuni (SIC).

Forte pressione del Governo Meloni

Come noto il governo italiano sta esercitando una forte pressione sulla Confederazione affinché la magistratura della vicina penisola sia coinvolta nelle indagini sul rogo divampato nel «Le Constellation», che ha provocato numerosi morti e feriti di nazionalità italiana.

Lunedì l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado era stato richiamato a Roma ed è stato ricevuto dalla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.

Il suo ritorno a Berna è stato subordinato alla creazione di una squadra investigativa comune. In questo contesto, «non esiste alcuna crisi tra i due Stati», ha affermato Balzaretti.