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Tragedia in Vallese

Guy Parmelin ha incontrato i feriti di Crans-Montana: «Ho misurato come mai prima d'ora la crudeltà del destino»

L'incendio di Capodanno a Crans ha provocato la morte di 41 persone e il ferimento di oltre un centinaio.

L'incendio di Capodanno a Crans ha provocato la morte di 41 persone e il ferimento di oltre un centinaio.

Keystone

Su invito delle autorità vallesane, oltre un centinaio di feriti dell’incendio del 1° gennaio a Crans-Montana e loro familiari hanno partecipato stasera a un incontro organizzato a Sion in presenza del Presidente della Confederazione, Guy Parmelin.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

11.03.2026, 21:02•11.03.2026, 21:25

La riunione, lontano dai riflettori dei media, aveva lo scopo «di testimoniare la profonda solidarietà delle autorità cantonali e federali e di ribadire la loro volontà di fare tutto il possibile per offrire il sostegno necessario», si legge in una nota diffusa dal Cantone.

«L’incontro ha permesso alle vittime e ai loro cari di porre domande e di condividere le loro preoccupazioni».

«Ho ascoltato racconti sconvolgenti»

«Dalla notte del 1° gennaio, per voi le ore non scorrono più esattamente allo stesso modo. Sono passati più di due mesi da quella notte tragica. Due mesi durante i quali avete dovuto imparare a vivere con l’assenza e a convivere con il dolore, immersi in una confusione di sentimenti».

«Nelle ultime settimane ho avuto l’occasione di incontrare diversi feriti in ospedali in Svizzera e all’estero», ha detto Guy Parmelin. «Ho visto volti segnati dall'accaduto. Ho ascoltato racconti sconvolgenti. Ho misurato come mai prima la fragilità della vita e la crudeltà del destino».

«Nessuna somma di denaro potrebbe compensare la perdita di una vita»

Il Presidente della Confederazione ha poi accennato alla legge federale urgente approvata dalle due Camere.

«Questo versamento unico di 50.000 franchi per i familiari di ogni persona deceduta e per ogni persona gravemente ferita a seguito di questo dramma non pretende di riparare l’irreparabile», ha detto.

«Nessuna somma di denaro potrebbe compensare la perdita di una vita o le sofferenze patite. Si tratta semplicemente di un gesto di sostegno, l’espressione concreta della solidarietà del Paese, per alleviare, almeno in parte, le vittime e le loro famiglie da alcuni oneri immediati a cui devono far fronte.»

«Ripongo fiducia nel lavoro della giustizia»

Sul piano giudiziario, le prime fasi dell’inchiesta hanno suscitato sentimenti contrastanti tra le persone colpite dal dramma.

«Non spetta a me interferire nel procedimento in corso», ha sottolineato Parmelin.

«Il nostro Paese non consente questo tipo di ingerenze, rispettoso com’è della separazione dei poteri e, più in generale, dello Stato di diritto. Desidero tuttavia ribadire davanti a voi la fiducia che ripongo nel lavoro della giustizia».

Le parole del presidente del governo vallesano Reynard

Alla serata hanno partecipato anche i consiglieri di Stato Christophe Darbellay, Stéphane Ganzer e Mathias Reynard, come pure rappresentanti dell’Ufficio federale di giustizia (UFG) e del Centro di consultazioni (LAVI), l’organo cantonale incaricato di accompagnare le vittime di reati.

«So quanto coraggio richieda venire qui. Immagino quanto possa essere difficile», ha affermato dal canto suo il presidente del governo cantonale Mathias Reynard: «Tutti siete stati colpiti in pieno da questo dramma. Ma avete anche in comune il diritto al nostro rispetto, al nostro ascolto e al nostro sostegno totale».

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Tragedia di Crans-Montana

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