Crisi alimentare

Per Fyrwald occorre rinunciare ai prodotti biologici 

ats

8.5.2022 - 09:16

Di fronte alla minaccia di una crisi alimentare globale, è necessario rinunciare all'agricoltura biologica. Lo sostiene Erik Fyrwald, CEO del colosso agrochimico basilese Syngenta, secondo cui i paesi ricchi hanno l'obbligo di aumentare la loro produzione agricola per evitare una catastrofe mondiale.

Erik Fyrwald, CEO of Syngenta presents the 2016 Full Year Results of Syngenta on Wednesday, 8, 2017 at the Syngenta Headquarter in Basel, Switzerland. Syngenta has decreased its profit in 2016 by 12 percent to 1.18 billion dollars. (KEYSTONE/Patrick Straub)
Erik Fyrwald (immagine d'archivio).
KEYSTONE/Patrick Straub

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8.5.2022 - 09:16

Le rese dell'agricoltura biologica possono essere inferiori fino al 50% a seconda del prodotto, afferma Fyrwald sulle colonne della NZZ am Sonntag. Per il CEO di Syngenta – gruppo specializzato, tra le altre cose, nella produzione di prodotti fitosanitari e sementi – «la conseguenza indiretta è che le persone muoiono di fame in Africa, perché noi mangiamo sempre più prodotti bio».

L'agricoltura biologica favorisce il consumo di terra, perché richiede superfici più grandi. Danneggia anche il clima, poiché i campi vengono solitamente arati, il che aumenta le emissioni di CO2, sostiene ancora Fyrwald.

Terza via

Malgrado Syngenta produca pesticidi e sementi geneticamente modificate, Fyrwald afferma di non opporsi all'agricoltura biologica per favorire gli interessi di Syngenta, gruppo rilevato nel 2017 dal gigante cinese ChemChina. Il settore realizza infatti alti profitti con i prodotti bio, poiché i consumatori sono pronti a pagare molto per questo, fa notare il CEO.

Fyrwald propone una terza via in agricoltura, che non è né solo convenzionale, né unicamente biologica. Il suo concetto di «agricoltura rigenerativa» prevede la rotazione delle colture come nell'agricoltura biologica e allo stesso tempo propone un uso mirato di pesticidi e OGM allo scopo di aumentare le rese.

A causa della crisi del coronavirus e di condizioni meteorologiche estreme, i prezzi di mais, soia e cereali erano già saliti prima della guerra in Ucraina, afferma ancora Fyrwald. Con l'invasione russa dell'Ucraina, che sfama 400 milioni di persone, la crisi alimentare globale rappresenta un grande pericolo. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite copre i bisogni di 125 milioni di persone, e metà del grano proviene dall'Ucraina. Questo non è però più disponibile, conclude il CEO di Syngenta.

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