Cure infermieristiche, iniziativa va troppo lontano

cp, ats

22.10.2021 - 11:20

Per il comitato "borghese", il controprogetto all'iniziativa popolare è la risposta migliore alle attese degli infermieri.
Keystone

Nessuno mette in dubbio il bisogno di rafforzare il ruolo degli infermieri, ma l'iniziativa popolare in consultazione il 28 di novembre lanciata dal settore è eccessiva.

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22.10.2021 - 11:20

Ne è convinto il comitato interpartitico composto di esponenti del PLR, del Centro e dell'UDC, secondo i quali il controprogetto del Consiglio federale all'iniziativa «per cure infermieristiche forti», avallato dal parlamento dopo gli emendamenti del caso, è la soluzione migliore. In caso di bocciatura dell'iniziativa alle urne, inoltre, il controprogetto entrerebbe in vigore immediatamente.

Migliorare situazione, ma non così

«La situazione degli infermieri deve essere migliorata e nessuno lo mette in dubbio», ha esordito stamane davanti ai media il consigliere nazionale Philippe Nantermod (PLR/VS). Ma l'iniziativa non è il modo giusto per raggiungere questo obiettivo.

Non spetta alla Confederazione fissare i salari. Tale compito spetta alle parti sociali e non allo Stato, ha aggiunto il deputato vallesano. La Confederazione non impiega infermieri e non gestisce ospedali o case di cure. L'iniziativa apre un vaso di Pandora, ha messo in guardia Nantermod: «Se accettiamo la richiesta degli infermieri, perché non lo facciamo per tutte le professioni che sentono di non essere pagate a sufficienza?»

«Se si dice no all'iniziativa, non si dice no al rafforzamento della professione», ha affermato a sua volta la consigliera agli Stati Brigitte Häberli-Koller (Centro/TG). Il controprogetto indiretto tiene conto di tutte le preoccupazioni degli infermieri che possono essere affrontate a livello federale.

La «senatrice» ha ricordato che un miliardo di franchi sarà iniettato nella formazione dei professionisti. Tutto ciò andrà a vantaggio degli infermieri in formazione e delle persone che desiderano cambiare mestiere Anche gli istituti di formazione saranno sostenuti e potranno offrire più posti.

Il controprogetto prevede anche la possibilità per il personale infermieristico di fatturare una parte delle loro prestazioni direttamente alle casse malattia. È stato introdotto un meccanismo di controllo per evitare l'aumento dei costi.

Iniziativa, tempi lunghi di attuazione

Il controprogetto è la soluzione migliore, secondo il comitato. «Se l'iniziativa venisse approvata, il parlamento dovrebbe ancora occuparsi del dossier per elaborare una legge di applicazione», ha spiegato Albert Rösti (UDC/BE). E l'intero processo potrebbe durare degli anni.

A suo avviso, i promotori non otterrebbero più di quanto previsto dal controprogetto, perché non è possibile modificare le competenze della Confederazione. Tutto questo ritardo andrà a scapito proprio della categoria che s'intende difendere, ossia gli infermieri, ha detto il consigliere nazionale bernese. Se invece il popolo dovesse rifiutare l'iniziativa, il controprogetto entrerebbe in vigore immediatamente. La professione otterrebbe rapidamente l'aiuto richiesto.

Iniziativa e controprogetto

Il maggior punto debole del controprogetto, secondo il comitato promotore, sta invece nel fatto che l'offensiva per la formazione di personale con fondi federali si realizzerebbe a patto che i parlamenti cantonali stanzino lo stesso importo (oltre 400 milioni di franchi, n.d.r).

L'iniziativa popolare «Per cure infermieristiche forti» è stata promossa nel 2017 dall'Associazione svizzera degli infermieri. Il Parlamento ne raccomanda la bocciatura alle urne a favore del controprogetto. Il comitato promotore ha tuttavia mantenuto la sua proposta, giudicando il controprogetto non abbastanza coraggioso poiché non prevede misure per migliorare le condizioni di lavoro e il finanziamento delle prestazioni di cura, tutti elementi che permetterebbero di aumentare gli effettivi del personale.

Il controprogetto stabilisce che, in futuro, gli infermieri dovrebbero poter fornire alcune prestazioni senza la prescrizione di un medico. Tuttavia, si dovranno prendere provvedimenti nel caso di un'esplosione dei costi sanitari. Da parte sua, il Consiglio federale dovrà stilare una lista di cure che possono essere somministrate senza mandato medico. I fornitori di prestazioni e gli assicuratori dovranno tuttavia concludere un accordo per monitorare il mercato.

Il punto principale riguarda la formazione degli infermieri. La Confederazione è pronta ad aprire il portafoglio mettendo sul tavolo 469 milioni di franchi, somma che verrebbe spesa sull'arco di più anni. I Cantoni dovranno provvedere invece ai bisogni dei giovani in formazione. A loro spetterà determinare le condizioni e gli importi di tali sovvenzioni.

cp, ats