Donazioni di sangue: non c'è penuria... grazie al Covid

hm, ats

14.11.2021 - 15:30

Meno vacanze all'estero uguale più sangue in patria.
Keystone

Più sangue in Svizzera grazie al Covid: a causa della pandemia molti donatori hanno trascorso le vacanze estive in patria e non si sono registrati i problemi di approvvigionamento che di solito si osservano durante la stagione più calda.

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14.11.2021 - 15:30

«Abbiamo potuto accogliere un numero di donatori sufficienti per mantenere le scorte», spiega Anita Tschaggelar di Trasfusione CRS, entità legata alla Croce Rossa Svizzera (CRS), nell'ambito di un'indagine di Keystone-Ats. L'unico gruppo sanguigno che manca costantemente è quello 0 negativo.

Il periodo estivo è normalmente un momento di grande difficoltà per i servizi trasfusionali del paese: tra soggiorni all'estero e controindicazioni al ritorno da paesi considerati a rischio i donatori si fanno infatti più scarsi.

Quest'anno però il coronavirus ha portato meno persone a superare i confini nazionali, con effetti positivi sugli stock di sangue. E lo stesso era già accaduto l'anno scorso, ha indicato Tschaggelar.

Il sangue rimane un bene prezioso. Nel corso della loro vita quattro persone su cinque hanno bisogno di una trasfusione o di un prodotto sanguigno. Una sacca di sangue di circa 450 ml – cioè il frutto di una singola donazione – può aiutare fino a tre persone diverse.

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