ElCom mette in guardia da troppa dipendenza dall'elettricità estera

mp

5.11.2021 - 15:08

Il presidente dell'Elcom Werner Luginbuehl ha messo in guardia da troppa dipendenza dalle importazioni di energia elettrica dall'estero
Keystone

La Svizzera deve agire per migliorare il proprio approvvigionamento di elettricità. È quanto emerso oggi all'undicesimo Forum della Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) tenutosi presso il Centro culturale e dei congressi di Lucerna (KKL).

mp

5.11.2021 - 15:08

Il presidente dell'Elcom Werner Luginbühl ha messo in guardia da una strategia che si basi troppo sulle importazioni di energia dall'estero.

Quella di fare affidamento sempre più sull'import di elettricità, soprattutto in inverno, non è una buona strategia, ha dichiarato Luginbühl. Quest'ultimo ha sottolineato come dopo l'interruzione delle trattative per un accordo istituzionale con l'UE, la prospettiva di un'integrazione della Svizzera nel mercato elettrico europeo sia sempre più lontana.

La Confederazione – soprattutto durante la stagione invernale – dipende dall'energia importata da Germania e Francia, mentre in altri periodi la esporta, ha aggiunto il presidente dell'Elcom.

Un eventuale accordo elettrico con l'UE è sospeso dal 2018. Stando a un rapporto pubblicato di recente sulla sicurezza dell'approvvigionamento elettrico, nel peggiore dei casi la Svizzera potrebbe avere troppa poca elettricità a disposizione a partire dal 2025. A fine ottobre, il ministro dell'economia Guy Parmelin ha invitato le aziende a prepararsi a un'eventuale penuria in questo ambito.

Nel contempo è in atto la svolta energetica, vale a dire che la produzione di energia da fonti rinnovabili dovrà garantire la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico nel nostro Paese. La Svizzera deve affrontare grandi sfide in questo contesto, ha rilevato ancora Luginbühl.

Cessato allarme per l'inverno

Dal canto suo il direttore dell'Ufficio federale dell'energia (UFE), Benoît Revaz, ha dichiarato che le importazioni di energia dall'estero dopo l'uscita dal nucleare potrebbero aumentare, fino a quando non saranno a disposizione abbastanza energie rinnovabili per soddisfare la domanda. Il direttore dell'UFE ha quindi sottolineato l'importanza di avere obiettivi vincolanti per la costruzione di centrali idroelettriche e di altre energie rinnovabili, nonché di continuare a promuovere queste tecnologie.

In Svizzera, dopo lo spegnimento dell'impianto nucleare di Mühleberg (BE) alla fine del 2019 rimangono ancora in esercizio quattro centrali. Revaz ha aggiunto che non ci sono limiti legali riguardanti la loro durata: possono funzionare finché sono sicure. Ma non se ne possono costruire di nuove. L'energia nucleare rappresenta attualmente più di un terzo della produzione di elettricità in Svizzera.

L'Elcom ha invece annunciato un cessato allarme per quanto riguarda l'imminente inverno. Nonostante gli elevati prezzi dell'elettricità i serbatoi vengono riempiti, come capita abitualmente in questo periodo e durante la stagione invernale probabilmente anche tutte le centrali nucleari saranno in funzione, hanno affermato le autorità presenti oggi a Lucerna.

A livello internazionale si sta andando in una «cattiva» direzione, ma l'inverno 2021/2022 non dovrebbe essere ancora drammatico. Gli attuali prezzi elevati dell'elettricità sono una conseguenza delle alte tariffe del gas, ma non dovrebbero avere alcuna influenza diretta sulla sicurezza dell'approvvigionamento, ha indicato una portavoce all'agenzia finanziaria AWP a margine dell'evento.

Annullato lo scorso anno

Dopo che l'anno scorso il Forum ElCom era stato annullato a causa della pandemia di coronavirus, oggi circa 300 persone hanno potuto nuovamente assistere a tutta una serie presentazioni di esperti del mondo politico, energetico e scientifico e discutere del futuro dell'energia elettrica Svizzera.

mp