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Elisabeth Baume-Schneider ricorda le ferite dei collocamenti coatti
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Misure coercitive

Elisabeth Baume-Schneider ricorda le ferite dei collocamenti coatti

La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider e Guido Fluri posano a Langenthal davanti ai circa 800 ex bambini dati in affidamento.

La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider e Guido Fluri posano a Langenthal davanti ai circa 800 ex bambini dati in affidamento.

Keystone

Circa 800 ex bambini che hanno subito collocamenti coatti a scopo assistenziale si sono riuniti oggi a Langenthal (BE).

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

13.06.2026, 13:26•13.06.2026, 13:53

La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha ricordato le profonde ferite che gli affidamenti fuori dal nucleo familiare hanno lasciato nella società.

L'incontro è stato organizzato dalla Fondazione Guido Fluri, attiva soprattutto nella lotta contro gli abusi sui minori.

Le persone vittime di misure coercitive a scopo assistenziale «meritano un chiarimento storico e una riflessione onesta su quanto è accaduto», ha dichiarato Baume-Schneider, ospite d'onore. Quello che è loro successo è un'ingiustizia.

La Svizzera ha avviato un lavoro di elaborazione della memoria su questi eventi, che richiede pazienza e coraggio. «Bisogna porre tutte le domande, comprese, e soprattutto, quelle scomode», ha affermato la direttrice del Dipartimento federale dell'interno.

Ci sono ancora troppe zone d'ombra, in particolare per quanto riguarda la persecuzione degli Jenisch e dei Sinti. Questo lavoro di memoria deve essere diffuso nei musei, nelle università, nei libri di storia e nelle scuole.

Ultimi testimoni ancora in vita

Le persone invitate oggi sono tra gli ultimi testimoni ancora in vita di un capitolo oscuro della storia sociale svizzera, ha sottolineato Guido Fluri, promotore dell'iniziativa popolare federale «Riparazione a favore dei bambini che hanno subito collocamenti coatti e delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale (Iniziativa per la riparazione)», poi ritirata.

Queste vittime «hanno subito gravi maltrattamenti e abusi (...) nell'ambito di affidamenti o in contesti religiosi. Le loro biografie e i loro ricordi fanno oggi parte della storia svizzera», ha affermato, citato in un comunicato.

La Fondazione Guido Fluri – che, oltre all'impegno nella lotta contro gli abusi sui minori, sostiene le persone affette da neurinoma acustico e i familiari di chi soffre di schizofrenia – si è fatta conoscere nel 2014 lanciando l'iniziativa, che mirava a ottenere un risarcimento economico per i bambini dati in affidamento e le vittime di misure di protezione dell'infanzia, nonché a svolgere un lavoro di memoria a carattere scientifico.

Nel 2015, le Camere federali hanno approvato un controprogetto che riprendeva i punti essenziali del testo.

Fino al 1981, in Svizzera decine di migliaia di bambini e adulti sono stati oggetto di misure di protezione dell'infanzia o di collocamenti fuori dal nucleo familiare.

I fanciulli, collocati in fattorie e istituzioni, venivano sfruttati come manodopera a basso costo, subivano gravi violenze fisiche e psicologiche e spesso erano vittime di abusi sessuali.

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