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Grigioni

Il Parlamento grigionese è contrario al divieto cantonale dei cellulari a scuola

Il cellulare è una presenza costante.

Il cellulare è una presenza costante.

sda

Nelle aule delle scuole elementari grigionesi non verrà introdotto un divieto cantonale per l'uso privato dei cellulari. Lo ha deciso oggi una maggioranza del Gran Consiglio, che ha dato più peso all'autonomia comunale, respingendo così la proposta del granconsigliere Walter von Ballmoos (Verdi liberali).

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

17.06.2026, 17:12

Il deputato ha motivato la sua mozione a seguito degli effetti negativi che i dispositivi digitali hanno sui giovani. «L'uso eccessivo e incontrollato dei media digitali può favorire l'insorgenza di dipendenza, disturbi del sonno, stress e difficoltà di concentrazione nonché di sovraccarico e stanchezza mentale. Alcuni studi indicano un aumento di sintomi come ansia o tendenze depressive, soprattutto nei bambini che utilizzano i dispositivi per periodi prolungati o che presentano vulnerabilità», si legge nell'atto parlamentare, firmato da una quarantina di deputati.

La questione ha fatto discutere in Gran Consiglio, dove tutti i parlamentari intervenuti hanno riconosciuto il problema. Alla fine, però, la proposta è stata respinta con 84 voti a favore, 23 contrari e 2 astenuti. L'UDC e il PLR hanno votato in modo compatto contro la mozione, anche una maggioranza del Centro era contrario. Il PS era invece diviso, gran parte dei granconsiglieri Verdi liberali era a favore.

Opinioni divergenti e l'esempio del Moesano

Il deputato liberale, Samuele Censi, ha affermato che nelle scuole del Moesano l'uso dei cellulari viene già oggi regolamentato e finora ha portato dei benefici. Censi ha però sottolineato l'importanza dell'autonomia comunale.

Linda Zaugg-Ettlin (PS) ha invece espresso un'opinione diversa: «La protezione dei bambini non deve dipendere dal luogo in cui si vive». Il suo collega di partito, Silvio Dietrich, ha dal canto suo sostenuto che il problema non può essere risolto in modo duraturo con una soluzione cantonale: «I bambini non hanno bisogno solo di protezione, ma anche della capacità di orientarsi nel mondo digitale».

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