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Dopo oltre 20 anni

In Valposchiavo sono tornati i campi cantonali scout dei Grigioni

Durante il finesettimana di Pentecoste il campo scout cantonale si è riunita in riva al Lago di Poschiavo.

Durante il finesettimana di Pentecoste il campo scout cantonale si è riunita in riva al Lago di Poschiavo.

Keystone

Dopo oltre 20 anni di assenza, in Valposchiavo sono tornati i campi cantonali scout dei Grigioni. Un ritorno che per Battasendas Grischun, l'organizzazione di riferimento, assume un significato chiaro: rafforzare i legami tra le comunità linguistiche e territoriali del Cantone.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

29.05.2026, 17:20•29.05.2026, 17:28

«Il campo di Pentecoste ha una lunga tradizione: ogni anno viene organizzato da una località diversa», spiega Loredana Tschenett, co-presidente di Battasendas Grischun a Keystone-ATS. «Quest'anno il tema era lo spazio e gli extraterrestri, ma la struttura rimane consolidata: venerdì allestimento e giochi serali, sabato il grande Fähnlilauf per tutte le unità e la serata conclusiva, domenica programma comune e smontaggio». Un secondo evento, pensato per i più giovani, si terrà questo fine settimana, sempre in riva al Lago di Poschiavo.

Un ponte tra lingue e territori

Per l'organizzazione cantonale, la scelta di affidare l'evento all'Associazione Poschiavina Esploratori (APE) rappresenta un'opportunità preziosa. «Grazie alla distanza geografica e alla lingua diversa, non è scontato che la realtà poschiavina partecipi attivamente alla vita associativa cantonale», osserva Tschenett. «Invitare tutte le sezioni tedescofone nella loro regione favorisce lo scambio e l'esperienza comune: è un valore aggiunto per tutto il movimento».

Come sostiene Battasendas Grischun, le realtà locali giocano un ruolo fondamentale nell'organizzazione di eventi di questa portata. «Esiste una guida bilingue per il campo di Pentecoste (conosciuto come PfiLa, ovvero Pfingstlager) e il responsabile cantonale di livello è disponibile per consulenza», precisa la co-presidente. «La responsabilità del programma è condivisa: ogni sezione prepara almeno un posto per i giochi e gestisce la propria cucina. Per l'organizzazione locale rimane comunque un impegno notevole: va riconosciuto all'APE il merito di aver realizzato un evento di grande qualità».

Reclutamento: la sfida delle valli

Il ricambio generazionale rappresenta una sfida trasversale per il volontariato. «Molti giovani adulti lasciano le valli per formazione o studio», nota Tschenett. «Chiedere a chi vive a Zurigo o Berna di tornare a Poschiavo, Scuol o St. Moritz per un'attività del sabato richiede un alto livello di impegno». La ricerca di successori per ruoli direttivi cantonali risente di questa dinamica.

Battasendas Grischun punta su più fronti. «Costruiamo un legame emotivo forte fin dall'infanzia: esperienze significative da piccoli spesso generano il desiderio di restituirle da adulti», spiega Tschenett. Fondamentali sono i corsi di formazione (cosiddetti «J+S"), che abilitano alla conduzione dei campi e creano rete tra pari, così come gli incontri cantonali per Pios (14-16 anni) e capi, che rafforzano coesione e motivazione. «Le competenze acquisite – organizzazione, comunicazione, leadership – sono spendibili nella vita professionale e privata. L'impegno può essere certificato con attestati Benevol, un incentivo concreto».

Natura e digitale: un equilibrio possibile

Come conciliare il metodo scout con una generazione digitalizzata? «Proprio perché il mondo è sempre più connesso, offrire momenti 'essenziali' – stare all'aperto, lavorare il legno, cantare attorno al fuoco – diventa un arricchimento», osserva Tschenett. «In questi contesti il telefono passa in secondo piano. Allo stesso tempo, non rifiutiamo il digitale: usiamo applicazioni come swisstopo per l'orientamento, strumenti digitali per la pianificazione e educhiamo a un uso responsabile dei dati».

Il cuore formativo del metodo scout resta il cosiddetto «learning by doing». «I giovani assumono presto responsabilità, prendono decisioni e ne traggono apprendimento», sottolinea Tschenett. «Lavorano in gruppo, risolvono conflitti, sviluppano resilienza e consapevolezza ambientale. Sono competenze che preparano alla società contemporanea».

Per i prossimi anni, Battasendas Grischun non punta a una crescita numerica aggressiva. «I partecipanti sono stabili: l'obiettivo è mantenere questo livello», chiarisce Tschenett. «La priorità è trattenere i capi: motivarli e sostenerli nel lungo termine è essenziale per garantire la qualità dell'offerta educativa».

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