blue News Logo
  • Svizzera
  • Mondo
  • Intrattenimento
  • Sport
  • Calcio
  • MyTech
  • Flash 24 ore
blue News Logo
  • Svizzera
  • Mondo
  • Intrattenimento
  • Sport
  • Calcio
  • MyTech
  • Flash 24 ore
blue NewsSvizzeraMondoBorsa-EconomiaNews-TickerSportCalcioDigitaleIntrattenimentoBenessere & LifestyleMeteoOroscopoVideo
CarrieraLavorare in blueJobs
blue+blue Sportblue Premiumblue Video
Clienti privati SwisscomMobileInternetTVAbbonamento combinatoDispositiviAiuto & SupportoSwisscom Community
Accesso direttoE-mail LoginmySwisscomSwisscom ShopsmyAimyCloudblue TV Player
blue News
SvizzeraMondoBorsa-EconomiaNews-TickerSportCalcioDigitaleIntrattenimentoBenessere & LifestyleMeteoOroscopoVideo
Carriera
Lavorare in blueJobs
blue+
blue Sportblue Premiumblue Video
Clienti privati Swisscom
MobileInternetTVAbbonamento combinatoDispositiviAiuto & SupportoSwisscom Community
Accesso diretto
E-mail LoginmySwisscomSwisscom ShopsmyAimyCloudblue TV Player
PubblicitàNote legaliProtezione dei datiImprontaLinee guida editorialiblue News AppFAQ
DEFRITEN
DEFRITEN
HomeFreccia a destraAttualitaFreccia a destraSvizzera

Trovato un errore?

Segnalalo ora

Votazioni federali

Il 52,5% degli elettori svizzeri approva la riforma del servizio civile

Gli oppositori hanno criticato invece una riforma che farà calare il numero dei civilisti del 40% (immagine illustrativa).

Gli oppositori hanno criticato invece una riforma che farà calare il numero dei civilisti del 40% (immagine illustrativa).

KEYSTONE

In futuro, l'accesso al servizio civile sarà più difficile. Gli Svizzeri hanno approvato oggi con il 52,5% dei voti una riforma in tal senso. Le prime tendenze dell'istituto demoscopico Gfs.bern, che opera per conto della SSR, sono state man mano confermate.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

14.06.2026, 18:31

Teaser image

Il live-blog

No all'iniziativa per la Svizzera da 10 milioni: ecco la cronaca della giornata di votazioni

La modifica di legge prevede sei misure mirate per rendere più difficile il passaggio dal servizio militare a quello civile. Fra le altre cose, chi sceglie di svolgere il servizio civile dovrà impegnarsi per un minimo di 150 giorni. Inoltre, il calcolo dei giorni ancora da prestare sarà effettuato applicando un fattore correttivo di 1,5 anche per i sottufficiali e gli ufficiali.

Se si guardano più da vicino i risultati odierni, si osserva come i Cantoni svizzero-tedeschi abbiano accolto con minore scetticismo rispetto a quelli romandi l'inasprimento delle condizioni per il passaggio dall'esercito al servizio civile: il «sì» la spunta di misura a Berna (50,2%), ma con maggior vigore a Argovia (56,2%), Lucerna (56,9%), San Gallo (58,9%).

Stessa tendenza nei Grigioni e in Ticino, dove i cittadini approvano il testo rispettivamente con il 59,3%, e il 53,9%. Anche due cantoni romandi – ma bilingui – sostengono la riforma: Friburgo (50,2%) e Vallese (57,1%).

In controtendenza, invece, gli altri cantoni della Svizzera di lingua francese: Ginevra dice «no» al 56,2%, Vaud al 53,8%, Neuchâtel al 55,9% e Giura al 60,7%. Anche gli elettori di Zurigo e Basilea Città si sono dimostrati critici nei confronti della riforma, con rispettivamente il 50,2% e il 62,0% di «no».

Se il risultato di Basilea Città non stupisce, poiché spesso in passato ha votato come quelli romandi, risulta invece più sorprendente l'esito del cantone più popoloso della Svizzera.

Teaser image

Dati definitivi

Le cartine con i risultati delle votazioni federali nei Cantoni e nei Comuni

Il «sì» alla riforma segue uno schema noto

Stando agli ultimi sondaggi, a livello nazionale si profilava una situazione di parità tra sostenitori e oppositori. Alla fine, tuttavia, la proposta delle autorità è riuscita a imporsi.

Secondo il politologo di Gfs.bern Urs Bieri, l'approvazione alle urne della riforma segue uno schema noto per le proposte delle autorità. «Quando non si sa esattamente di cosa si tratti, si tende a votare sì», ha aggiunto.

La legge sul servizio civile è stata poco discussa ed è rimasta nell'ombra dell'iniziativa dell'UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!». Per questo la maggioranza degli elettori si è fidata delle raccomandazioni di Governo e Parlamento, ha aggiunto Bieri all'emittente svizzero-tedesca.

Tuttavia, il risultato non è una vittoria trionfale dei favorevoli. «Quasi la metà della popolazione ha detto no, e questo potrebbe ancora generare discussioni», ha affermato il politologo.

Teaser image

Dati definitivi

I risultati delle votazioni a colpo d'occhio

I sostenitori sono soddisfatti

Il progetto attua in modo rigoroso l'obbligo costituzionale per gli uomini di prestare servizio militare. Il fronte del «sì» ha ricordato durante la campagna che il servizio sostitutivo deve rimanere un'eccezione.

Attualmente, a loro avviso, il servizio civile è «troppo attraente» rispetto a quello militare. La situazione geopolitica attuale richiede un esercito efficiente, hanno sottolineato.

A bocce ferme, i sostenitori della riforma si sono detti soddisfatti: il risultato odierno dà garanzie a lungo termine sugli effettivi dell'esercito e sulla politica di sicurezza della Confederazione. Secondo l'Alleanza Sicurezza Svizzera, l'approvazione del progetto ha corretto gli sviluppi negativi degli ultimi anni.

A suo avviso, come peraltro per PLR e Centro, l'equità in materia di servizio militare è stata ripristinata e il servizio civile è stato riportato al suo scopo originario. Quest'ultimo non viene abolito, ma rimane aperto a coloro che hanno un vero conflitto di coscienza.

Secondo l'Unione svizzera degli imprenditori, il risultato odierno ha ripercussioni positive sul mercato del lavoro: nelle aziende sono disponibili più persone se i giovani prestano servizio militare invece di quello civile tendenzialmente più lungo, è stato precisato.

Gli oppositori sono preoccupati

Gli oppositori – in primis Giovani Verdi e l'organizzazione CIVIVA che hanno lanciato il referendum – hanno criticato invece una riforma che farà calare il numero dei civilisti del 40%.

A loro avviso, in futuro, si sentirà la mancanza di personale proprio dove ce n'è più bisogno: ospedali, case di cura, scuole, protezione dell'ambiente, agricoltura o economia alpina. Inoltre, l'esercito non trarrà alcun vantaggio dall'inasprimento previsto.

Con la decisione odierna si torna indietro nel tempo, a un'epoca in cui i giovani si facevano mettere in malattia per evitare il servizio militare, ha dichiarato Patrick Hässig (Verdi liberali/ZH), il quale vuole «mantenere tutti e tre i servizi», ovvero militare, civile e protezione civile.

L'infermiere diplomato teme che proprio nel settore dell'assistenza e dell'agricoltura si avrà presto a disposizione meno manodopera. «Lì ci si accorge subito che i civilisti non ci sono più. Resta invece da vedere se l'esercito si accorgerà di avere qualche centinaio di persone in più».

Il PS vede, infine, in questa votazione un primo passo di una strategia mirata dei partiti borghesi per smantellare il servizio civile pezzo per pezzo, fino a farlo scomparire del tutto. Per questo il partito si batterà anche in futuro affinché l'accesso al servizio civile senza esame di coscienza non debba essere toccato.

Altre notizie

Energia

I bacini idrici svizzeri non erano così vuoti da 20 anni, si rischia una carenza d'elettricità?

Grigioni

Anziano si incastra con l'automobile tra due case a Ilanz

Giustizia

Arrestato uno svizzero in Thailandia, sospettato di aver abusato di un 14enne

Animali

La fondazione Franz Weber dice basta ai gorilla allo Zoo di Basilea

I più letti

1Alex Britti boccia la Costa Smeralda: «Ecco dov'è la vera Sardegna»
2Qualcosa di bianco cade sul microfono di Robbie Williams. Cocaina? Ecco la sua risposta
3D'ora in poi, le tenniste dovranno provare di essere donne per entrare nel circuito WTA
4Francia, dopo i morti della settimana scorsa gli esperti reclamano una legge di «emergenza climatica»
Il 52,5% degli elettori svizzeri approva la riforma del servizio civile