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Il Ticino ha nettamente bocciato l'iniziativa per il rimborso delle cure dentarie (immagine illustrativa).
KEYSTONE
L'Esecutivo in una nota fa sapere che «ha preso atto con soddisfazione dei risultati della votazione» che bocciano l'iniziativa «per il rimborso delle cure dentarie» e accettano quella sulla «neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima».
La bocciatura dell'iniziativa popolare legislativa generica del 27 febbraio 2015 denominata «Per il rimborso delle cure dentarie» è accolta con favore dal Governo poiché la sua «applicazione (...) avrebbe comportato maggiore burocrazia, un onere a carico di lavoratrici e lavoratori, e di datrici e datori di lavoro, come pure ingenti costi ricorrenti per l’ente pubblico, in un periodo in cui le finanze cantonali sono già particolarmente sotto pressione, senza reali benefici per la salute pubblica».
Per Il Consiglio di Stato il netto risultato (70% a 30%) «conferma il gradimento della popolazione ticinese per il sistema delle cure dentarie, che si fonda su tre principi basilari – la prevenzione, la responsabilità individuale e la libera scelta del dentista».
Il Cantone «conferma l’impegno a sostenere le persone economicamente più fragili nel pagare le cure dentarie, in particolare assumendo i costi per i beneficiari di prestazioni complementari all’AVS/AI e dell’assistenza sociale, secondo criteri di adeguatezza ed economicità».
Francesco Cavalli, tra i promotori dell’iniziativa, alla RSI s'è detto profondamente deluso. Secondo lui in un altro contesto il risultato avrebbe potuto essere diverso: «Il nemico principale dei ticinesi sono le casse malati e questo ha influito sul voto, anche se la proposta non aveva nulla a che fare con questo. C’è stata una propaganda demagogica».
L'Esecutivo ticinese si dice pure soddisfatto che l'iniziativa popolare del 2022 «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima», è stata accolta.
Questa chiedeva di ancorare nella Costituzione ticinese il principio per cui la revisione generale dei valori di stima immobiliare, prevista per il 2035, non possa comportare automaticamente aumenti fiscali, né tagli alle prestazioni sociali.
Paolo Pamini, consigliere nazionale UDC ticinese, ha espresso grande soddisfazione: «Il risultato ci riempie il cuore di gioia. Il popolo ticinese ha un problema di potere d’acquisto».