Trovato un errore?
Segnalalo ora
La Svizzera si trova di fronte a minacce multiple in un contesto internazionale in pieno scompiglio.
Keystone
La sicurezza della Svizzera è peggiorata e non si prevedono miglioramenti. La Russia resta la minaccia principale con il suo conflitto ibrido, che colpisce il Paese con spionaggio e disinformazione. Elevata anche la minaccia terroristica.
È quanto emerge dal rapporto annuale «La sicurezza della Svizzera 2026», presentato oggi dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC).
La rivalità tra Stati Uniti, Russia e Cina indebolisce l'ordine internazionale, mentre crisi e conflitti si moltiplicano attorno all'Europa. «Il contesto protettivo della Svizzera si sta erodendo – da est, da ovest e da sud», riassume il direttore del SIC, Serge Bavaud, citato nella documentazione.
La minaccia più grande e acuta per l'Europa e la Svizzera rimane la Russia. Mosca, secondo il SIC, sta rendendo più aggressivo il suo conflitto ibrido, condotto al di sotto della soglia di un attacco armato. Lo spionaggio è una delle attività principali: in Svizzera operano decine di presunti funzionari dei servizi segreti russi, la maggior parte sotto copertura diplomatica.
Il Paese viene inoltre utilizzato come piattaforma per raccogliere informazioni su altri Stati e per preparare azioni di sabotaggio all'estero. Anche la disinformazione è in aumento: la filiale di lingua tedesca dell'emittente statale russa RT ha diffuso nel 2025 circa un quarto di notizie in più sulla Svizzera rispetto all'anno precedente.
La Confederazione è inoltre colpita dalle attività di proliferazione russe, con macchine utensili acquistate in Svizzera che giungono in Russia per la produzione di armamenti.
La minaccia terroristica rimane elevata ed è caratterizzata principalmente da individui che agiscono da soli, ispirati dal jihadismo e con mezzi semplici. Il SIC cita come conferma l'attacco con coltello avvenuto a Winterthur (ZH) il 28 maggio 2026. Tra la metà di maggio 2025 e la metà di maggio 2026, in Europa sono stati registrati dodici attentati di matrice jihadista.
Un fattore chiave è la radicalizzazione online, che colpisce in particolare i giovani. La recente guerra in Iran, inoltre, aumenta la probabilità di atti di violenza contro obiettivi americani, ebrei e israeliani in Europa e in Svizzera.
Oltre alla Russia, anche la Cina rappresenta una minaccia di primo piano in materia di spionaggio. Pechino sfrutta sempre più la dipendenza commerciale delle economie occidentali come strumento di pressione.
Nel ciberspazio, la Svizzera è sia un bersaglio che una piattaforma per attori statali come Russia, Cina, Iran e Corea del Nord, che prendono di mira autorità, ricerca e tecnologie d'avanguardia. La Russia, ad esempio, sfrutta le infrastrutture informatiche situate in Svizzera per compiere atti di cibersabotaggio all'estero.
Anche l'estremismo violento rappresenta una minaccia per la Svizzera. Secondo il rapporto, il potenziale di violenza degli ambienti di estrema sinistra rimane elevato, alimentato in particolare dal conflitto in Medio Oriente. Persiste anche la minaccia proveniente dagli ambienti di estrema destra.