Svizzera Il Comitato per il «sì» all'Iniziativa SSR: «Risparmi per famiglie e imprese»

SDA

14.1.2026 - 10:05

Fabio Regazzi critica una doppia imposizione fiscale a carico degli imprenditori. (Immagine d'archivio del 24 novembre)
Fabio Regazzi critica una doppia imposizione fiscale a carico degli imprenditori. (Immagine d'archivio del 24 novembre)
Keystone

Dispensare le imprese dal canone radiotelevisivo e ridurlo da 335 a 200 franchi per le economie domestiche sono misure adeguate.

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Non compromettono l'offerta dei programmi nelle regioni linguistiche, portano un po' di sollievo finanziario a privati e aziende in un periodo di crescente costo della vita e garantiscono maggiore equità tra i consumatori dei media.

Sono questi i principali argomenti presentati oggi dal comitato a favore dell'iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)», sottoposta al giudizio di popolo e Cantoni il prossimo 8 marzo.

«I consumatori devono essere alleggeriti. La riduzione da 335 a 200 franchi è adeguata. Altrettanto adeguato è esentare tutte le imprese dal canone SSR. Affitti in aumento, assicurazioni malattia in aumento: sono problemi con cui i cittadini devono confrontarsi da tempo. Con la nostra riduzione del canone a 200 franchi, tutti avranno più soldi a disposizione per vivere», ha detto, secondo il discorso scritto pubblicato simultaneamente all'inizio di una conferenza stampa, il consigliere nazionale Thomas Matter (UDC/ZH).

Oggi le aziende e le imprese commerciali pagano un canone basato sul fatturato. È irrilevante che utilizzino o meno l'offerta della Società svizzera di radiotelevisione (SSR). Il consigliere agli Stati Fabio Regazzi (Centro/TI), presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, critica una doppia imposizione fiscale a carico degli imprenditori: «Questi soldi mancano all'azienda. Mancano per la formazione dei nostri apprendisti. Mancano per la formazione continua dei collaboratori. Ma mancano anche per gli investimenti e per la sicurezza informatica. Tutti i collaboratori pagano già a titolo privato. Quindi, come azienda, paghiamo tutto due volte!», ha deplorato, sempre secondo un discorso scritto.

Oggi la pluralità dei media è più ampia che mai grazie alla grande varietà di offerte disponibili su internet. I giovani devono però pagare un servizio che difficilmente utilizzano. Ciò è ingiusto, sostiene comitato, soprattutto perché durante il periodo di formazione i giovani non nuotano nell'oro.