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Domina ancora l'equilibrio sull'«Iniziativa SSR-200 franchi bastano!». Sarà lotta all'ultimo voto?
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8 marzo

Domina ancora l'equilibrio sull'«Iniziativa SSR-200 franchi bastano!». Sarà lotta all'ultimo voto?

Ancora troppo presto per dire se il canone verrà abbassato o meno a 200 franchi.

Ancora troppo presto per dire se il canone verrà abbassato o meno a 200 franchi.

Keystone

Regna l'incertezza sull'iniziativa SSR, in votazione il prossimo 8 di marzo. Secondo il sondaggio più recente, il 52% degli elettori è contrario al testo, che vuole portare a 200 franchi il canone radiotelevisivo, mentre il 46% è favorevole.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

30.01.2026, 07:00•30.01.2026, 07:45

Stando all'inchiesta pubblicata oggi e realizzata dall'istituto gfs.bern per la stessa SSR, la situazione, tenendo conto del 2% di indecisi e del margine di errore (+/- 2,8 punti), è da considerarsi in pieno equilibrio.

A questo stadio della campagna, le opinioni sono già piuttosto cristallizzate: il 78% è infatti fermamente convinto se votare sì o no all'iniziativa.

Il sondaggio tasta il polso all'elettorato anche in merito agli altri tre temi dell'appuntamento con le urne in agenda fra poco più di cinque settimane.

Per quel che concerne l'iniziativa per un fondo per il clima si profila una bocciatura, mentre i favorevoli sono in vantaggio sia per la legge federale sull'imposizione individuale che per l'iniziativa sul denaro contante e il corrispondente controprogetto.

Scontro UDC - Sinistra

Tornando all'iniziativa SSR, il sondaggio, svolto fra il 12 e il 26 gennaio interrogando 15'371 aventi diritto, mostra un chiaro fossato politico fra i poli più estremi di sinistra e destra.

Il no è netto fra le file di PS e Verdi, al contrario forte sostegno giunge dai sostenitori dell'UDC. Il testo è visto con occhio prevalentemente critico da chi vota Centro e Verdi liberali e scettici sono, ma in maniera meno inequivocabile, pure gli elettori del PLR.

La decurtazione del canone è auspicata in particolare da chi non si fida del governo, ma non ci sono grosse differenze sociodemografiche. In ogni caso, la Svizzera tedesca mostra un rifiuto meno pronunciato rispetto alle regioni francofone e italofone. L'appoggio è inoltre più debole nelle aree urbane.

Gli argomenti dei pro e dei contro

Passando agli argomenti sollevati dalle due fazioni, quello più citato dal partito dei sì è che il canone radio-tv è semplicemente troppo alto e un suo abbassamento alleggerirebbe il carico per le economie domestiche (46%).

Segue (45%) la motivazione secondo cui la SSR potrebbe svolgere i suoi compiti di servizio pubblico anche con meno risorse finanziarie.

Tra i contrari, il 64% evidenzia come il canone sia un atto di solidarietà verso le altre regioni del Paese, mentre il 58% teme un indebolimento dell'emittente, con conseguenze sull'informazione e la democrazia diretta.

Verdi compatti per un fondo per il clima

Come detto, i no sono davanti anche riguardo all'iniziativa per un fondo per il clima, secondo cui lo Stato dovrebbe alimentare ogni anno con un importo compreso fra lo 0,5% e l'1% del pil un fondo per lottare contro i cambiamenti climatici. In questo caso la bocciatura è più decisa (60% contro 35%).

L'elettorato dei Verdi sostiene il testo praticamente compatto (94%), quello del PS è pure convinto in blocco (81%). Contrari invece tutti gli schieramenti borghesi, in primis UDC (86% di no) e PLR (81%).

Altre differenze nella popolazione si notano tenendo conto della provenienza: in Svizzera tedesca il 65% si oppone, in quella italiana tale tasso cala al 56% e in Romandia conduce di poco (47% a 45%) il sì. In generale, donne e giovani sono più propensi a un'approvazione.

Dal lato dei favorevoli, la motivazione più menzionata (69%) è che gli investimenti nelle fonti rinnovabili e nell'efficienza energetica contribuiscono a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera. Fra i contrari, il 64% ritiene che le spese previste per il fondo andrebbero a pesare troppo sul budget federale.

Imposizione individuale col vento in poppa

Per quanto riguarda la legge federale sull'imposizione individuale si va invece verso un'accettazione alle urne. Stando al sondaggio, i sì (64%) hanno in effetti un confortevole cuscinetto sui no (30%).

Il progetto, approvato dal Parlamento e contrastato da due referendum, prevede che anche i coniugi siano in futuro sottoposti al regime di imposizione individuale.

Ogni persona sarà quindi tassata in base al proprio reddito e alla propria sostanza e a tutti sarà applicata la stessa tariffa. A parità di condizioni economiche, una coppia sposata e una non sposata verseranno pertanto il medesimo importo.

Poche le differenze tra i partiti

L'oggetto raccoglie un consenso diffuso in quasi tutti i gruppi della popolazione. Le differenze si manifestano solamente nell'intensità di questa approvazione: ad esempio, le donne (69%) sono più favorevoli rispetto agli uomini (60%) e i romandi (73%) più di tedescofoni e italofoni (entrambi 62%).

Poco marcati anche gli scarti fra partiti, con la base elettorale dell'UDC che è la meno persuasa ma dove i sì raggiungono comunque il 53%.

La tesi a favore dell'uguaglianza fiscale tra persone sposate e non sposate con lo stesso reddito è quella che più spinge a votare a favore. Fra i diffidenti, prevalgono le preoccupazioni relative all'aumento della burocrazia e ai costi di gestione.

Contante, controprogetto meglio dell'iniziativa

L'ultimo oggetto in votazione è l'iniziativa sul denaro contante, presentata assieme a un controprogetto diretto. Essa vuole iscrivere nella Costituzione il principio della disponibilità del contante e sancirvi il franco quale valuta svizzera, obbligando la Confederazione a garantire che monete e banconote siano sempre disponibili in quantità sufficiente.

Il testo è appoggiato dal 65% degli aventi diritto (31% no) e il controprogetto di Consiglio federale e Parlamento dal 67% (26% no).

Quest'ultimo è poi preferito all'iniziativa (51% a 43%). Gli autori sottolineano però come le opinioni su questo tema siano ancora poco consolidate.

Il sostegno maggiore arriva dai simpatizzanti dell'UDC e tende ad aumentare con l'età e fra le persone con redditi modesti.

I fautori mettono in luce come il denaro contante sia da preservare in quanto mezzo di pagamento sicuro in tempi di crisi, mentre i contrari ribattono che l'attuale riserva di liquidità è già garantita.

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