Zurigo: interpellanza senza forma femminile, è polemica

ATS

30.8.2019 - 09:59

Susanne Brunner è al centro dell'attenzione ormai non solo a Zurigo.
Source: KEYSTONE/ENNIO LEANZA

Guerra sesso-grammaticale al consiglio comunale di Zurigo: l'ufficio competente dell'organo legislativo a maggioranza rosso-verde si è rifiutato per due volte di accettare un'interpellanza perché nel testo figurava solo la forma maschile di parole come «attivisti».

Anche il plenum ha seguito questo approccio, ma il caso potrebbe arrivare sino al Tribunale federale. La vicenda, che sta suscitando forte dibattito sulle rive della Limmat e che viene ripresa in questi giorni da varie testate, è nata da un'interpellanza della consigliera comunale UDC Susanne Brunner e del collega di partito Stephan Iten. Nel documento i due politici utilizzavano termini come «Aktivisten» (attivisti) e «Besetzern» (occupanti). L'ufficio del consiglio comunale ha dichiarato però il testo irricevibile, perché non equo dal profilo del genere.

Le regole che lo stesso ufficio si è dato nel maggio 2018 prevedono infatti che in tutti i documenti si faccia riferimento anche al sesso femminile. Concretamente Brunner avrebbe quindi dovuto scrivere «Besetzerinnen und Besetzern», oppure «Besetzenden» – un uso del participio, quest'ultimo, che fa peraltro storcere il naso ai cultori della lingua. Brunner aveva perciò ripreso in mano l'interpellanza, aggiungendo una premessa. Anche in questa versione l'interpellanza è stata però respinta dalla maggioranza del Büro, l'ufficio del legislativo composto da 12 membri, e poi dal plenum (77 no e 35 sì).

La Svizzera in immagini

Tornare alla home page

ATS