La rivelazione della RTSL'Italia vuole almeno 300’000 euro di risarcimento dopo la tragedia di Crans-Montana
Antonio Fontana
6.5.2026
Il luogo in cui è avvenuto il rogo di Capodanno (Immagine d'archivio)
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L’Italia non resta alla finestra. Dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana, la Repubblica italiana vuole entrare nel procedimento penale come parte civile. E mette già una cifra sul tavolo: almeno 300’000 euro.
Redazione blue News
06.05.2026, 21:21
06.05.2026, 21:24
Antonio Fontana
La richiesta è stata depositata di recente nell’inchiesta sull’incendio d’inizio anno. A rivelarlo è la RTS, che ha potuto consultare una lettera di sette pagine, datata 29 aprile e indirizzata al Ministero pubblico vallesano.
La somma, in caso di condanna, dovrebbe essere versata dagli imputati. Ma c’è un punto delicato. Se tra i condannati figurassero rappresentanti dello Stato, funzionari o politici eletti di Crans-Montana, il conto potrebbe ricadere sulla collettività. In concreto, a pagare sarebbe il Comune.
Prima, però, Roma deve ottenere il via libera per costituirsi parte civile. È questo il passaggio decisivo contenuto nello scritto firmato dall’avvocato Romain Jordan, già rappresentante di diverse famiglie colpite dal rogo.
Il legale ricorda la portata della tragedia: sei cittadini italiani hanno perso la vita e altri quattordici sono rimasti gravemente feriti.
Nelle ore successive all’incendio, sottolinea l’avvocato, l’Italia avrebbe mobilitato mezzi e personale per aiutare le autorità svizzere.
«Danni diretti» al patrimonio italiano
Per Jordan, le spese sostenute da Roma non sono semplici costi collaterali. Rappresenterebbero una lesione diretta del patrimonio della Repubblica italiana. Da qui la richiesta di partecipare al procedimento come parte civile.
Nella lettera alle procuratrici incaricate del dossier, l’avvocato dettaglia anche la prima stima del danno: 45’000 euro per il sostegno psicologico e operativo, 70’000 euro per riportare in Italia i feriti, 120’000 euro per il rimpatrio delle bare e delle famiglie coinvolte.
Il totale, però, potrebbe salire. La cifra di 300’000 euro viene presentata come una valutazione iniziale, limitata alle spese del Dipartimento della protezione civile.
Palla al Ministero pubblico
Ora, spiega la RTS, la decisione spetta alle procuratrici vallesane. Saranno loro a stabilire se l’Italia potrà entrare ufficialmente nel procedimento penale come parte civile.
Un precedente, però, c’è già: anche il Comune di Crans-Montana aveva presentato una richiesta simile. Era stata respinta.