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La cozza quagga è pericolosa.
Keystone
La cozza quagga, un'invasione silenziosa che sta già causando danni economici e ambientali in Svizzera, potrebbe presto diffondersi anche a Sud delle Alpi, mettendo a rischio la biodiversità dei nostri laghi.
A Sud delle Alpi, la cozza quagga è ancora un argomento poco discusso, ma la sua presenza è ormai una realtà, anche se non è stata ancora avvistata fisicamente.
Nel 2019, infatti, il settore Ecologia acquatica della SUPSI, come annunciato dalla «RSI», ha rilevato tracce di DNA della cozza nelle acque e nei sedimenti del Ceresio, confermando che il mollusco è già presente, e la sua diffusione sembra inevitabile. Una volta che questa specie si insedia in un lago, è praticamente impossibile liberarsene.
Situazione diversa a Nord delle Alpi, dove la cozza quagga ha ormai colonizzato i fondali dei laghi di Ginevra, Costanza e Neuchâtel, causando danni alle infrastrutture, come l'ostruzione delle tubature di prelievo dell'acqua potabile e termica.
L'invasione sta già avendo effetti economici significativi, con costi di manutenzione che raggiungono milioni di franchi.
Come è stato possibile tutto questo? La cozza quagga (dreissena rostriformis bugensis), originaria del Mar Nero e del Mar Caspio, è arrivata in Europa verso la fine degli anni '80, vent'anni dopo la sua introduzione in Nord America.
Il suo arrivo in Svizzera risale al 2014, quando è stata avvistata per la prima volta nelle acque del Reno a Basilea, probabilmente trasportata da navi cargo.
Le cozze quagga sono particolarmente abili nel viaggiare, grazie alla capacità di sopravvivere fino a 90 ore fuori dall’acqua, rendendole facili da trasportare tra i laghi tramite le imbarcazioni o le attrezzature per sport acquatici.
Per limitare la diffusione, nel 2020 è stata introdotta una procedura in Ticino che prevede il lavaggio delle imbarcazioni prima di entrare nei laghi del Ceresio e del Verbano.
Sebbene le tracce della cozza siano state rilevate, queste misure di prevenzione non sono inutili: rallentare la diffusione è un modo per limitare i danni futuri.
La cozza quagga, oltre a filtrare il fitoplancton, ha un impatto devastante sulla biodiversità. Riducendo la disponibilità di cibo per altri organismi acquatici come il zooplancton e alterando la composizione vegetale dei laghi, questa invasione potrebbe causare un calo delle catture di pesci, con gravi conseguenze per i pescatori.
Inoltre, la sua capacità di riprodursi tutto l'anno e di adattarsi a condizioni ambientali estreme la rende particolarmente insidiosa.