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L'unica cosa che può aiutare è un tuffo in acqua: se le previsioni a lungo termine dei servizi meteorologici internazionali si avverano, l'estate del 2026 sarà più calda della media in Svizzera.
Keystone
In Svizzera si registrano temperature intorno ai 30 gradi e diversi elementi lasciano pensare che l’estate possa proseguire sulla stessa linea. I modelli indicano infatti un possibile trimestre estivo eccezionalmente caldo. blue News propone un quadro della situazione meteorologica in 6 punti.
L’estate meteorologica comincia ufficialmente solo il 1º giugno, ma con temperature attorno ai 30 gradi la stagione calda è già arrivata in Svizzera a fine maggio.
Il blog di MeteoSvizzera fornisce una spiegazione di questo fenomeno, ancora poco conosciuto alle nostre latitudini, ma che potrebbe diventare la norma nei prossimi anni a causa dei cambiamenti climatici. Le ondate di calore stanno infatti diventando più frequenti e più intense.
Si tratta di «un’anomalia positiva di alta pressione», spiegano gli esperti.
«Questa configurazione è caratteristica di un blocco anticiclonico persistente, che favorisce condizioni stabili, secche e ampiamente soleggiate. Il mantenimento di questi elevati valori di geopotenziale suggerisce che questa situazione potrebbe protrarsi per diversi giorni, probabilmente fino all’inizio di giugno», aggiungono.
Anche la presenza di pollini, sottolinea MeteoSvizzera, è molto elevata. A risentirne sono soprattutto le persone allergiche a quelli delle graminacee.
I modelli meteorologici internazionali prevedono per la Svizzera e per gran parte dell’Europa temperature superiori alla media pluriennale.
A ciò potrebbe aggiungersi un nuovo El Niño particolarmente intenso, capace di amplificare ulteriormente il riscaldamento globale.
Una premessa è necessaria: non si tratta ancora di previsioni meteorologiche concrete, bensì di tendenze da interpretare con grande cautela. Tendenze che, però, puntano in modo piuttosto netto verso il caldo.
I principali servizi meteorologici internazionali sono d’accordo su un punto: l’estate 2026 dovrebbe essere calda in Svizzera.
Sia l’agenzia meteorologica statunitense (NOAA) sia il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) calcolano anomalie termiche di circa un grado sopra la media.

L'agenzia meteorologica americana NOAA prevede che nell'estate 2026 la temperatura in Europa centrale si discosterà dalla media a lungo termine di poco più di un grado.
Tropical Tidbits
Queste previsioni si riferiscono all’estate meteorologica, da giugno ad agosto, e non indicano situazioni precise.
Mostrano piuttosto tendenze su larga scala relative a temperature, pressione atmosferica e precipitazioni. Restano comunque un indicatore importante della direzione che una stagione potrebbe prendere.
A colpire è soprattutto la coerenza dei modelli. Praticamente tutte le principali previsioni a lungo termine — comprese quelle del Servizio meteorologico tedesco, di Météo-France, del Met Office britannico e dell’Agenzia meteorologica giapponese — simulano un’estate più calda della media per l’Europa centrale.
Le singole elaborazioni oscillano tra +0,5 e +1,5 gradi rispetto alla media pluriennale.
Mentre giugno appare ancora relativamente moderato in alcune simulazioni, per agosto il segnale è molto più chiaro. Diversi modelli prevedono per il cuore dell’estate anomalie termiche superiori a 1,5 gradi.
Resta però da capire come si tradurrà concretamente questo surplus di calore. Potrebbero verificarsi singole ondate di caldo estremo, con temperature oltre i 35 gradi. Ma è anche possibile un’estate caratterizzata da valori costantemente un po’ superiori alla media, senza record particolarmente spettacolari.
Per città come Zurigo, Basilea o Ginevra, entrambe le ipotesi sarebbero problematiche. Nelle aree densamente edificate, cemento e asfalto immagazzinano calore per ore. Le notti tropicali, durante le quali le temperature non scendono sotto i 20 gradi, potrebbero così diventare più frequenti.
A differenza di quanto avviene per le temperature, i modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF non sono pienamente concordi sul fronte della siccità.
L’agenzia statunitense prevede nella Svizzera orientale e al Sud delle Alpi precipitazioni leggermente superiori alla media, mentre gli europei prospettano un’estate secca sull’intero territorio nazionale.

Le previsioni di NOAA sulle precipitazioni.
Tropical Tidbits
La questione potrebbe rivelarsi delicata, anche perché la primavera 2026 è stata relativamente secca in molte regioni. Di conseguenza, in diversi luoghi le riserve idriche sono inferiori al normale.
Se l’estate dovesse effettivamente rimanere asciutta a lungo, suoli, foreste e agricoltura potrebbero finire di nuovo sotto pressione.
A ciò si aggiunge un effetto contraddittorio del cambiamento climatico: nel complesso potrebbe cadere meno pioggia, ma allo stesso tempo aumenta il rischio di temporali violenti.
L’aria più calda può trattenere più umidità e fornisce quindi più energia per forti precipitazioni, grandine e fenomeni localmente intensi.
Un ulteriore elemento di dinamismo arriva dal Pacifico tropicale. Diversi modelli climatici indicano attualmente la possibile formazione di un forte episodio di El Niño verso la fine del 2026, come riferisce la newsletter di «The Climate Brink».
El Niño indica un riscaldamento anomalo delle acque superficiali nel Pacifico tropicale.
Pur originandosi a migliaia di chilometri di distanza, questo fenomeno influenza il clima dell’intero pianeta. Modifica le correnti atmosferiche e gli schemi meteorologici globali. In molte regioni le temperature aumentano, le ondate di caldo diventano più probabili e gli eventi estremi possono intensificarsi.
Per questo motivo «The Climate Brink» ha recentemente rivisto al rialzo le proprie previsioni sulle temperature. Per il 2026 è ormai attesa una temperatura media globale di circa 1,46 gradi sopra i livelli preindustriali. Per il 2027 la stima sale addirittura a 1,61 gradi.
In questo scenario, il 2027 avrebbe buone probabilità di diventare l’anno più caldo mai misurato.
L’incertezza resta comunque elevata, perché le previsioni relative a El Niño, a detta degli esperti, sono difficili da modellizzare in primavera. Nonostante ciò, gli indizi di un episodio intenso si stanno moltiplicando.

Anche i laghi svizzeri saranno probabilmente sempre più frequentati per rinfrescarsi nell'estate del 2026.
Keystone
Il fatto che i modelli prevedano di nuovo un’estate troppo calda si inserisce in una tendenza ormai evidente da anni. Dal 2015, in Svizzera quasi ogni estate è risultata almeno leggermente più calda della media.
Anche stagioni relativamente variabili, come quella del 2021, rientrano in una prospettiva di lungo periodo tra le estati calde.

Grafico: MeteoSvizzera
Il riscaldamento a lungo termine modifica inoltre le condizioni di partenza dei singoli eventi meteorologici. Oggi anche normali fasi di alta pressione possono portare più rapidamente a caldo intenso rispetto a qualche decennio fa.
Il riscaldamento globale, quindi, non aumenta necessariamente il numero delle ondate di caldo, ma le rende più intense e più probabili.
A ciò si aggiungono oceani sempre più caldi in tutto il mondo. Le temperature superficiali dei mari hanno recentemente raggiunto di nuovo livelli record. Gli esperti vi vedono un ulteriore fattore capace di amplificare le situazioni meteorologiche estreme.
I meteorologi sottolineano sempre che le previsioni a lungo termine non sono previsioni del tempo in senso classico. Nessuno può dire oggi seriamente se il 15 luglio pioverà o se a fine agosto ci sarà un’ondata di caldo. I modelli indicano piuttosto tendenze e probabilità su larga scala.
Ma le elaborazioni attuali sono considerate notevoli per la loro coerenza. Il fatto che praticamente tutti i principali servizi meteorologici simulino un’estate più calda della media aumenta la probabilità che questa tendenza si concretizzi davvero.
Quanto estrema sarà alla fine l’estate dipenderà però da molti fattori: dall’evoluzione di El Niño, dalla posizione delle aree di alta pressione sull’Europa, dalle temperature dell’Atlantico e anche dalla frequenza con cui masse d’aria più fresca riusciranno a raggiungere l’Europa centrale.