Covid

Le misure non si allentano, test non più rimborsati da ottobre

mc, ats

11.8.2021 - 16:56

Bundesrat Alain Berset spricht an einer Medienkonferenz ueber Covid 19 Massnahmen, am Mittwoch, 11. August 2021, in Bern. (KEYSTONE/Peter Schneider)
Nella lotta al coronavirus, il governo ritiene che tutti coloro che volevano essere vaccinati hanno potuto farlo e che sia giunto il momento di passare alla fase di «normalizzazione».
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La lotta al Covid in Svizzera entra nella «fase di normalizzazione» in cui la priorità sarà data alla protezione del sistema ospedaliero.

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11.8.2021 - 16:56

Vista l'evoluzione ancora incerta, le misure attuali saranno prorogate e i Cantoni sono invitati a rendere obbligatori i test per il personale non vaccinato delle case di riposo e di cura e a continuare il depistaggio nelle scuole.

Il Consiglio federale propone invece di non rimborsare più i test agli asintomatici dal primo ottobre. La decisione definitiva sarà presa il 25 agosto, dopo aver consultato i Cantoni e le commissioni parlamentari.

Tassi d'infezioni diverse per età

«Abbiamo trascorso un'estate abbastanza serena sul fronte del Covid, ma la dinamica non è favorevole», ha detto il consigliere federale Alain Berset ricordando l'aumento esponenziale dei casi da luglio.

La vaccinazione funziona bene come provano i dati relativi al tasso di incidenza che per gli over 80 anni, in gran parte immunizzati, è ora nettamente più basso (14,5 casi ogni 100'000 abitanti) rispetto alla classe di età 20-29 anni (166 casi).

Appello a vaccinarsi

Il ministro della sanità ha quindi rinnovato l'appello a farsi vaccinare, ricordando in particolare quei settori, come la cultura, lo sporto o la ristorazione, che hanno particolarmente sofferto per le limitazioni.

«Negli ultimi 18 mesi, Confederazione e cantoni non avevano altra soluzione per tenere sotto controllo la pandemia che quella di adottare restrizioni, che hanno limitato le libertà individuali. Oggi con la vaccinazione abbiamo un'alternativa», ha detto Berset.

Non è un ritorno alla normalità

Quasi la metà della popolazione ora è completamente immunizzata, ma il numero delle prime iniezioni è rimasto praticamente invariato nelle ultime settimane. Il governo ritiene quindi che tutti coloro che volevano essere vaccinati hanno potuto farlo e che sia giunto il momento di passare alla terza fase prevista, quella della «normalizzazione».

Questa nuova tappa non implica il ritorno alla normalità o la revoca di tutte le misure di protezione: significa semplicemente che i provvedimenti dovranno garantire unicamente la protezione delle strutture ospedaliere, mentre finora tutelavano anche chi non era ancora vaccinato.

Misure prorogate

Le misure attuali – maschera all'interno e nei trasporti pubblici e certificato Covid per alcune manifestazioni e le discoteche – rimarranno in vigore, ha precisato Berset ricordando che l'aumento delle infezioni, dei ricoveri e dei decessi nelle prossime settimane e mesi è inevitabile.

Nuove misure però saranno decise solo se esiste il rischio di sovraccarico degli ospedali. Non si tratterà in ogni caso di provvedimenti rigorosi poiché limiterebbero troppo le attività sociali ed economiche anche delle persone vaccinate e guarite. L'effetto sarà quindi meno rapido e meno marcato rispetto alle misure adottate in passato.

Si rivaluta la situazione il primo settembre

Per il ministro della salute Alain Berset, le scelte personali devono essere rispettate, ma chi non è immunizzato deve accettare eventuali conseguenze e «non potrà più contare sulla protezione tramite misure governative».

Il Consiglio federale rivaluterà la situazione il primo settembre, quando le conseguenze del ritorno dalle vacanze e della variante delta saranno più chiare.

Test per personale di cura non vaccinato

I Cantoni, come previsto dalla legge sulle epidemie, dovranno adottare provvedimenti in caso di aumento regionale dei casi o di sovraccarico delle loro capacità ospedaliere e continuare a garantire un facile accesso alla vaccinazione. Per incoraggiare i restii a farsi immunizzare, la Confederazione lancerà una nuova campagna informativa il 16 agosto.

Il Consiglio federale resta convinto che i test siano di fondamentale importanza per individuare precocemente le infezioni, decretare misure mirate ed evitare restrizioni generalizzate.

Per proteggere i giovanissimi e le persone più vulnerabili, ai Cantoni è stato chiesto di organizzare test ripetuti nelle scuole e di renderli obbligatori per il personale non vaccinato nelle case di riposo e di cura. «È il modo migliore per evitare quarantene e chiusure», ha detto il consigliere federale invitando anche ad intensificare i test per i visitatori in case per anziani.

Test a pagamento per i non immunizzati

Il governo propone invece di non finanziare più da ottobre i test per gli asintomatici e i cinque autotest al mese per le persone non vaccinate o non guarite. Fanno eccezione i bambini fino a 12 anni e chi non può essere immunizzato. Da quella data, i non vaccinati che intendono partecipare a un evento in cui il certificato Covid è obbligatorio dovranno pagare di tasca propria.

Agli asintomatici dovrà essere consentito di usufruire a proprie spese di test PCR salivari a campioni aggregati, ad esempio negli ospedali. In caso di esito negativo, la persona interessata riceverà un certificato Covid.

La Confederazione continuerà a finanziare anche dopo ottobre i test nelle scuole, nelle aziende, nelle case di cura e quelli per le persone con sintomi.

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