Ecco in quanti hanno perso la vita Le strade svizzere non sono più sicure? Aumentano le vittime, la polizia lancia l'allarme

Gregoire Galley

24.11.2025

L’obiettivo fissato dall’USTRA è di ridurre il numero annuale di vittime della strada a 100 entro il 2030. (immagine d'archivio d'illustrazione).
L’obiettivo fissato dall’USTRA è di ridurre il numero annuale di vittime della strada a 100 entro il 2030. (immagine d'archivio d'illustrazione).
ats

All'inizio di novembre, l'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (UPI) ha reso note alcune cifre sconfortanti sul numero di morti sulle strade svizzere.

Gregoire Galley

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Nel 2024 sono morte 250 persone sulle strade svizzere, il numero più alto dal 2015.
  • La Svizzera è in controtendenza rispetto ai Paesi vicini, dove gli incidenti mortali stanno diminuendo grazie a misure più severe.
  • La polizia chiede più prevenzione, formazione e controlli per ridurre le vittime.

Stando alle statistiche diffuse dall'UPI, nel 2024 hanno perso la vita sulle strade svizzere 250 persone, 14 in più rispetto al 2023, nonché il numero più alto di vittime dal 2015.

«Queste cifre sono preoccupanti. Ogni incidente mortale è una tragedia», avverte Cynthia Zermatten, portavoce della Polizia cantonale del Vallese.

Svizzera in controtendenza

Queste statistiche non si spiegano solo con l'aumento generale del traffico e con l'incremento del numero di giovani conducenti di veicoli veloci.

«Spesso assistiamo a comportamenti a rischio come l'eccesso di velocità, la disattenzione al volante a causa del cellulare o la guida sotto l'effetto di alcol o droghe», spiega Hervé Terrier, tenente e capo della Sezione 1 della Gendarmeria della Polizia cantonale del Giura.

«Le cifre ci ricordano che la tecnologia non può sostituire la responsabilità individuale», aggiunge Cynthia Zermatten.

«Occorre intensificare la prevenzione e la formazione dei giovani conducenti»

Cynthia Zermatten

Portavoce della Polizia cantonale del Vallese

I dati raccolti in Svizzera sono in controtendenza rispetto ai vicini Paesi europei, dove negli ultimi anni il numero di incidenti mortali è diminuito.

Quest'evoluzione si spiega con l'introduzione di misure più severe e uniformi, come i limiti di velocità generalizzati a 30 km/h e l'aumento dei controlli automatici. «Si tratta di misure sostenute da una forte volontà politica, che hanno dimostrato la loro efficacia nel tempo», afferma la portavoce della polizia cantonale vallesana.

Urgono cambiamenti, secondo la polizia

Sarebbe quindi nell'interesse della Svizzera emulare i suoi vicini per invertire il trend negativo.

Per Cynthia Zermatten, è urgente agire concentrandosi su due aree chiave: «In primo luogo, dobbiamo intensificare la prevenzione e la formazione dei giovani conducenti, in particolare per quanto riguarda la velocità e la distrazione», sottolinea.

Prima di concludere: «L'altro punto molto importante è aumentare i controlli mirati, in particolare contro i pirati della strada, la guida sotto l'effetto di alcol e droghe e i comportamenti pericolosi».

Senza un forte sostegno del legislatore, però, sarà difficile attuare queste misure per raggiungere l'obiettivo fissato dall'Ufficio federale delle strade (USTRA) di ridurre a 100 il numero di vittime della strada entro il 2030. La palla passa quindi agli esponenti politici.