Al voto il 28 settembre Un'ampia alleanza parlamentare ribadisce il proprio sostegno alla nuova Legge sull'Id‐e

SDA

19.6.2025 - 14:44

I rappresentanti dell'alleanza oggi in conferenza stampa a Berna
I rappresentanti dell'alleanza oggi in conferenza stampa a Berna
Keystone

Un'ampia alleanza parlamentare ha ribadito oggi a Berna il proprio sostegno alla nuova Legge sull'Id‐e, che sarà sottoposta a votazione il 28 settembre.

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A suo avviso, la nuova identificazione elettronica si basa su una «infrastruttura sicura, gestita dallo Stato e all'avanguardia».

Il gruppo, in cui siedono rappresentanti di UDC, PLR, Centro, Verdi liberali (PVL), PS e Verdi, ha insistito sul sostegno unanime alla Legge federale sul mezzo d'identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici (Legge sull’Id‐e, LIdE) e sulla sua «rilevanza nazionale», si legge in un comunicato diramato simultaneamente a una conferenza stampa.

Secondo il principio dell'"identità sovrana», gli utenti di Internet avranno il controllo completo dei propri dati. Questi saranno memorizzati in modo decentralizzato e sicuro sul loro cellulare e non centralizzati in un database governativo.

«Nel 2021, la popolazione ha chiaramente rifiutato un'Id-e privata. Abbiamo preso sul serio questo mandato. Il nuovo progetto è al 100% statale, perché l'emissione di passaporti, carte d'identità o documenti d'identità digitali è un compito sovrano», ha dichiarato il consigliere nazionale Franz Grüter (UDC/LU).

L'alleanza assicura inoltre che «saranno condivise solo le informazioni assolutamente necessarie». Inoltre, l'uso dell'identità elettronica sarà gratuito e facoltativo: le carte d'identità o i passaporti conserveranno il loro valore.

Accesso facilitato

Secondo i sostenitori del progetto, la nuova identità elettronica consentirà un accesso «semplice e universale» ai servizi governativi. «In tal modo rafforziamo l'autodeterminazione digitale delle cittadine e dei cittadini, creando al contempo le basi per importanti strumenti democratici come la raccolta elettronica delle firme», ha rilevato la consigliera nazionale Min Li Marti (PS/ZH).

L'Id-e «consoliderà le pari opportunità in tutta la Svizzera. Le procedure amministrative potranno essere svolte facilmente da casa. È un grande vantaggio per tutti, soprattutto per le persone che vivono in regioni periferiche o con mobilità ridotta», ha da parte sua fatto notare il consigliere nazionale Simon Stadler (Centro/UR).

Ampio sostegno

Secondo il consigliere nazionale Marcel Dobler (PLR/SG), l'Id-e consentirà di stabilire «processi digitali sicuri» tra imprese, clienti e autorità, riducendo la burocrazia, aumentando l'efficienza e rafforzando la competitività della Svizzera a lungo termine.

L'alleanza sottolinea che il progetto gode di un ampio sostegno. «È stato elaborato in un processo profondamente collettivo che ha coinvolto l'economia, la società civile e gli ambienti scientifici e stabilisce standard completamente nuovi per la protezione dei dati», ha aggiunto il consigliere nazionale Gerhart Andrey (Verdi/FR).

«La nuova Id-e dimostra come la trasformazione digitale possa essere concepita in modo non partitico nell'interesse della popolazione e dei diritti fondamentali».

Per i contrari c'è poca trasparenza

Sono tre i gruppi che hanno lanciato un referendum contro la nuova legge, in nome della tutela della sfera privata. Alla nuova identità elettronica si oppongono l'Unione democratica federale (UDF), i Giovani UDC, i movimenti Amici della Costituzione e Aufrecht (traducibile con ritto, onesto), a cui si aggiunge Digitale Integrität Schweiz (Integrità digitale svizzera), nuova formazione nata dalla crisi del Partito Pirata.

Il comitato «No alla legge sull'Id-e» sostiene che non ci sia un vero controllo da parte dello Stato, perché l'Ufficio federale di polizia (fedpol) non può emettere Id-e senza far capo ad aziende private. Oltre a ciò la tecnologia non sarebbe trasparente.

Deplora inoltre la dipendenza dai gruppi tecnologici e il rischio di sorveglianza digitale. Secondo i referendisti, i diritti fondamentali sono a rischio. L'Id-e potrebbe servire come base per un sistema di credito sociale e far dipendere l'accesso ai servizi dal comportamento. Sarebbe anche discriminatorio, in quanto alcuni servizi sarebbero accessibili solo con una Id-e.