«Mi sono risvegliato in ospedale e ho saputo che i miei amici erano morti»

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27.9.2019

Un coro canta durante la cerimonia in omaggio ai sei svizzeri deceduti in Svezia, il 30 gennaio 2019.
Keystone/Peter Schneider

Sei giovani svizzeri hanno perso la vita a gennaio durante un incidente stradale in Svezia. Per la prima volta, l’unico superstite si esprime pubblicamente a proposito di quella terribile notte.

Per la prima volta l’unico sopravvissuto di un grave incidente avvenuto il 12 gennaio nel nord della Svezia ha rilasciato delle dichiarazioni in un nuovo film documentario svedese. L’uomo, originario di Adelboden, racconta la terribile notte nel corso della quale lui e i suoi sei amici erano in viaggio in minibus per tornare in Svizzera, come riporta «Blick».

il viaggio di ritorno, un tragitto di circa 24 ore fino a Stoccolma, ha preso una piega spaventosa sin dalla prima tappa. Il minibus degli amici svizzeri, complice l’oscurità e un tempo capriccioso, è uscito fuori strada nei pressi di Kiruna, la città più settentrionale della Svezia, andandosi a scontrare a tutta velocità con un camion che arrivava in senso opposto.

Sei dei sette giovani hanno perso la vita. Ilja B., che al momento della collisione era addormentato, è miracolosamente sopravvissuto. È stato trasportato in clinica con un elicottero. «Mi sono svegliato solo in ospedale e ho chiesto al medico come stessero i miei amici. Un istante dopo, sono venuto a sapere che erano morti. Ma non ho realizzato», racconta il 24enne nel film documentario di un’ora diffuso di recente dalla Sveriges Television (SVT).

I sette amici, che avevano tra i 20 e i 30 anni e per la maggior parte erano originari di Adelboden (cantone di Berna), avevano trascorso la settimana precedente nel nord della Svezia a pescare sul ghiaccio, a sciare e a caccia di aurore boreali.

Alla fine di gennaio, migliaia di persone hanno dato l’addio alle sei vittime, in occasione dei commoventi funerali a Frutigen.

Nel film le dichiarazioni del conducente del camion

Nel film sono state intervistate le famiglie delle vittime, oltre al conducente del camion coinvolto nell’incidente e ad un testimone oculare. L’autista spiega al giornalista svedese di aver rallentato prima della curva e sostiene che era incollato al bordo della strada, come riporta «Blick».

In seguito, l’uomo racconta come tutto sia andato troppo veloce, aggiungendo che il minibus degli amici svizzeri si è letteralmente schiantato contro il suo veicolo da miniera da 90 tonnellate.

«Ho sentito un frastuono, descrive il conducente. Come di metallo che si rompe.» Fuori, alla luce di una lampada frontale sembrava fosse esplosa una bomba, afferma. «C’erano oggetti disseminati nella foresta a 20 o 30 metri di distanza, sparpagliati in tutte le direzioni.» Il silenzio era assoluto, racconta l’autista.

L’incidente è avvenuto vicino Kiruna, la città più settentrionale della Svezia.
Google Maps

Immediatamente dopo l’incidente, gli abitanti del luogo hanno descritto il luogo del sinistro come la «curva della morte», nella quale si verificano di frequente situazioni delicate. Le autorità competenti avrebbero sempre ignorato i loro consigli. Da allora, la velocità massima in questo tratto è stata ridotta da 90 a 70 km/h, indica «Blick».

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