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La proiezione del film di Greenpeace sul castello di Chillon, vicino a Montreux, lo scorso 15 luglio.
Keystone
Dopo recenti azioni analoghe al castello di Chillon e a Zurigo, l'organizzazione ambientalista Greenpeace è tornata sabato sera a Basilea a protestare contro i progetti dell'azienda svizzera Allseas nel settore dell'estrazione mineraria in acque profonde.
Verso le 21.30, alcuni attivisti hanno proiettato un film sulla facciata della vecchia università, sulla riva sinistra del Reno.
Nel video, ad Allseas, che ha sede a Châtel-St-Denis, in Francia, viene contestato di agire senza l'autorizzazione dell'Autorità internazionale dei fondali marini (International Seabed Authority, ISA) e di fare riferimento esclusivamente a un decreto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Greenpeace teme gravi danni ai fondali marini qualora l'estrazione mineraria in acque profonde dovesse essere avviata, come ha affermato un portavoce sul posto.
Secondo un comunicato diramato sabato, gli interventi sugli ecosistemi delle profondità marine sarebbero devastanti e provocherebbero il rilascio di grandi quantità di CO2.
Allseas è specializzata in operazioni offshore di grande portata.
Stando a un comunicato stampa diffuso a maggio dalla società canadese di estrazione in acque profonde The Metals Company (TMC), Allseas e la stessa TMC hanno avviato una collaborazione per l'estrazione di metalli dal fondale del Pacifico.
La nave Hidden Gem (gemma nascosta) di Allseas svolgerebbe un ruolo centrale. Secondo l'azienda friburghese, trasporta un sottomarino telecomandato che raccoglie massi ricchi di metalli dal fondale oceanico.
Entrambe le aziende sottolineano, secondo le informazioni riportate sui loro siti web, che si tratta di un metodo rispettoso dell'ambiente.