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Foto d'archivio
Gli emendamenti sono stati accettati con 50 voti a favore e 28 contrari
Il voto finale sul Preventivo 2025 del canton Ticino slitta a giovedì pomeriggio perché le cifre delle finanze pubbliche sono cambiate dopo l’accoglimento di alcuni emendamenti.
Da un disavanzo da 89 milioni di franchi si è ora passati a quasi 95 e mezzo. E per questo PLR e Lega hanno chiesto di prendersi del tempo per analizzare i dati usciti da questi tre pomeriggi di discussione.
A far variare le cifre sono stati l’emendamento a favore della pedagogia speciale (2 milioni) e i quasi 4 milioni e mezzo di contributi ai Comuni per i docenti di musica ed educazione fisica (che il Governo voleva togliere).
La sessione riprenderà alle 13.00.
Il Gran Consiglio costringe quindi il Governo a fare marcia indietro sui docenti di musica e ginnastica.
Lo Stato deve cioè continuare a versare i contributi agli enti locali con scuola dell’infanzia e scuola elementare per pagare questi insegnanti. Il rischio, è stato detto in aula da più parti, è quello di creare disparità fra i Comuni.
La misura proposta dal Governo avrebbe permesso un risparmio alle casse cantonali di quasi 4 milioni e mezzo du franchi ma, come detto, il Parlamento ha deciso altrimenti con 53 voti contro 18 (6 le astensioni).
Il Parlamento approva poi gli emendamenti contro il taglio di due milioni proposto nel rapporto di maggioranza sul Preventivo 2025.
Sulla pedagogia speciale non si risparmia: questa la posizione assunta dal Gran Consiglio che, con 50 voti a favore e 28 contrari, appoggia gli emendamenti contro il taglio di 2 milioni nella didattica speciale proposto nel rapporto di maggioranza della Gestione per il preventivo 2025.
Era noto: la manovra aveva suscitato resistenze. Lunedì è stata consegnata una petizione con oltre 9’000 firme per osteggiare la misura.
Oggi i deputati hanno deciso di seguire quanto aveva proposto il Governo: accordare 6 milioni in più a questo settore nel 2025 (e non 4), portando il totale del finanziamento a 57 milioni.
Dopo un lungo dibattito (di oltre due ore), i soli rimasti a sostenere la riduzione sono stati i deputati del PLR, alcuni democentristi e quelli della Lega dei Ticinesi.
Marina Carobbio-Guscetti, la direttrice del Dipartimento dell’educazione, nel suo intervento, si è detta favorevole a una verifica della spesa.
«Mi prendo l’impegno di fare uno studio su quali sono i risultati degli investimenti che facciamo», ha detto al termine delle discussioni. La direttrice mette però in guardia, ogni «analisi esterna avrà dei costi».
Ha poi concluso: «Investire nelle possibilità formative dei giovani con disturbi specifici dell’apprendimento o con disabilità vuol dire permettere a questi giovani appunto di seguire un percorso formativo di avere un lavoro, di avere un accesso pieno alla società e quindi di diminuire i costi sulle assicurazioni sociali».