Ecco perchéIl giudice misura il cane in aula: condannata l'85enne che viaggiava in bus col barboncino
Petar Marjanović
19.1.2026
Il barboncino si è presentato all'udienza di lunedì.
blue News
Per un biglietto del cane da cinque franchi, una pensionata di 85 anni è finita davanti al giudice a Thun. Il tribunale l’ha condannata a pagare un totale di 945 franchi.
Petar Marjanović
19.01.2026, 18:00
20.01.2026, 00:14
Petar Marjanović
Hai fretta? blue News riassume per te
Una pensionata di 85 anni ha dovuto affrontare un processo a Thun per aver viaggiato in autobus senza un biglietto per il suo cane.
Il giudice Matthias Zurbrügg ha seguito la proposta di condanna dell'accusa dopo aver usato il metro in aula: il cane era alto 35 centimetri invece dei 30 consentiti.
La donna è stata dichiarata colpevole e dovrà pagare 945 franchi, invece diei soli 5 franchi che sarebbero stati necessari per il biglietto del cane.
La sentenza non è ancora definitiva e diversi lettori si sono già offerti di pagare le spese della pensionata.
Una pensionata di 85 anni si è opposta lunedì pomeriggio a un decreto d’accusa davanti al Tribunale regionale di Thun. Il Ministero pubblico chiedeva una sanzione complessiva di 350 franchi tra multa, spese e indennità. L’accusa? Aver viaggiato in autobus con il suo piccolo barboncino senza un biglietto valido per il cane.
Il caso aveva già suscitato ampio clamore prima dell’udienza. blue News ne aveva parlato, andando a trovare la pensionata e il suo cane. Secondo il suo racconto, la donna avrebbe appoggiato l’animale a terra solo per pochi istanti, per riuscire a scendere dal mezzo pubblico tra la folla.
Molti lettori e lettrici avevano reagito con indignazione, non solo nei confronti della controllora, ma anche sollevando una questione più ampia: quanta tolleranza è ancora possibile nella vita quotidiana quando persone molto anziane sono sole e in difficoltà?
Una lettrice di 86 anni ha scritto, ad esempio: «Noi anziani siamo stati presenti per gli altri tutta la vita, ma le nuove offerte spesso ci mettono in difficoltà. Con un po’ di tolleranza e di aiuto potremmo vivere e affrontare la vecchiaia in modo più sereno».
Un’udienza rapida e formale
In aula, però, di questo dibattito si è avvertito ben poco. Il presidente del tribunale e giudice unico Matthias Zurbrügg condotto l’udienza in modo formalmente corretto, ma con un atteggiamento distaccato. Ha letto alla pensionata - nata nel 1940 - i suoi diritti e le ha proposto di avvicinarsi al banco per sentire meglio. Il tono è rimasto oggettivo, via via più freddo.
Zurbrügg, giudice da circa tre anni e affiliato al Partito socialista, ha posto poche domande. Un aspetto tanto più evidente, perché la donna si è presentata da sola, senza assistenza legale.
«Mi è stato detto: "Se il cane è nella cesta, non c'è bisogno del biglietto"»
Alla domanda sul perché avesse presentato opposizione, la pensionata – chiamata Marianne Kählin da blue News (nome di fantasia) – ha spiegato: «La stessa controllora che mi ha multata mi aveva vista cinque giorni prima salire sull’autobus con il cane, che poi era saltato nel cestino».
La prima volta, ha raccontato, non c’era stato alcun problema. Durante il controllo successivo, invece, la controllora sarebbe scesa «come un razzo» dall’autobus gridandole dietro che aveva già preso i suoi dati. Un comportamento che alla donna è parso «una sorta di agguato».
Alla domanda sul perché non avesse acquistato il biglietto per il cane, la risposta è stata semplice: «Era nel cestino. E mi era stato detto che, se il cane è nel cestino, non serve il biglietto».
Regole tariffarie chiare: limite a 30 centimetri
Il punto centrale del processo non è stato tanto se la pensionata avesse agito in buona fede, quanto piuttosto la dimensione effettiva del cane. Secondo le disposizioni tariffarie delle FFS e di altre aziende di trasporto, come le SBB, i cani possono viaggiare gratuitamente in un cestino solo se non superano i 30 centimetri.
«Secondo le norme tariffarie, il limite è di 30 centimetri»
Matthias Zurbrügg
Presidente del tribunale
Kählin ha portato il cane in aula: fino a quel momento dormiva nel cestino, da solo, fuori dalla porta. Il giudice ha preso un metro e ha fatto annotare alla cancelliera «35 centimetri».
La donna ha osservato che al momento dell’adozione il cane misurava solo 25 centimetri. Ma Zurbrügg non ha lasciato margini: «Secondo le disposizioni tariffarie, il limite è di 30 centimetri».
Da quel momento, l’esito è apparso chiaro.
La pensionata si è presentata lunedì con il suo barboncino.
blue News
Non hanno cambiato la situazione neppure i riferimenti della pensionata al suo stato di salute precario e alle sue limitate risorse economiche: «Da me le banconote da cento franchi non sono sparse in giro».
Anche quando, nelle sue ultime parole, ha citato altri casi, il giudice è stato tranchant: «È un altro caso e non ha nulla a che vedere con questo». Non è stata nemmeno posta la domanda su quanto fosse grande e vecchio il cane al momento dei fatti, risalenti a circa otto mesi prima.
L’udienza si è conclusa più rapidamente del previsto: poco più di un’ora.
Condanna e costi
La lettura della sentenza è stata altrettanto concisa. Zurbrügg ha seguito le richieste dell’accusa e ha dichiarato la pensionata colpevole di violazione della legge sul trasporto di passeggeri: in altre parole, aveva viaggiato senza un titolo di trasporto valido per il cane.
La multa è rimasta fissata a 100 franchi. Le spese procedurali sono state di 700 franchi. L’unica correzione ha riguardato l’indennità richiesta dall'azienda dei trasporti pubblici di Thun (STI): chiedeva 195 franchi, di cui 50 per la redazione della denuncia penale.
Il tribunale non ha ravvisato una base legale per questa voce e ha ridotto l’importo a 145 franchi. 70 franchi come supplemento per «titolo di trasporto parzialmente valido», 70 franchi come tassa di perseguimento penale e cinque franchi per il biglietto del cane mancante.
Così, da un biglietto da cinque franchi, si è arrivati a un conto complessivo di 945 franchi. Se la pensionata dovesse chiedere una motivazione scritta della sentenza, l’importo salirebbe a 1’545 franchi.
La donna vive, tra l’altro, grazie alle prestazioni complementari.
Il cane non ha dovuto ascoltare la sentenza: ha aspettato fuori.
ZVG
Offerte di aiuto dai lettori
Kählin ha accolto il verdetto con evidente amarezza. Ha interrotto il giudice due volte, ricevendo una risposta secca: «Adesso parlo io». Allo stesso tempo, Zurbrügg ha precisato che la colpa era «molto, molto lieve», ma non sufficiente per un’assoluzione.
Anche perché, secondo il tribunale, non si trattava del primo episodio: sarebbe stata la quarta volta che viaggiava senza un biglietto valido per il cane.
Quanto alla proporzionalità, il giudice ha osservato in sostanza che sia necessario fissare un limite, altrimenti chiunque potrebbe lamentarsi. Il punto decisivo, ha concluso, resta uno: il cane superava la misura consentita e necessitava quindi di un biglietto.
La sentenza non è ancora definitiva, ma ha già suscitato nuove reazioni. Diverse lettrici hanno contattato blue News offrendo di pagare multa e spese, in alcuni casi persino di regalare un abbonamento annuale.
La pensionata, dopo l’udienza, è apparsa indecisa sul da farsi. «Forse sconterò quel giorno di prigione», ha detto. «Non l’ho mai fatto prima: sarebbe un’esperienza nuova».