Processo a Zurigo: un CEO sfrecciava a 144 km/h su una strada di campagna

Di Silvana Guanziroli

15.10.2019 - 12:03

Il direttore era a bordo di una Porsche 911 Carrera 2 di questo tipo. (Immagine simbolica) 
Getty Images

Probabilmente era molto in ritardo per la sua riunione di affari. Il rilevatore di velocità segnava 58 km/h oltre il limite consentito quando il radar ha immortalato l’auto del CEO di un’azienda internazionale. Mercoledì l'uomo deve rispondere delle sue azioni davanti al tribunale.

Quel tragitto a grande velocità costerà probabilmente molto caro al dirigente di un’azienda di 2200 impiegati. Il ministero pubblico zurighese accusa infatti il manager, originario del cantone di Zurigo, di «aver causato o di aver fatto pesare una grave minaccia sull’altrui sicurezza». È quanto si legge nell’atto d’accusa consultato da «Bluewin».

Il grave eccesso di velocità è avvenuto il 17 novembre 2018. Quel giorno, l’uomo d’affari si trova sull’Überlandstrasse al volante della sua Porsche 911 Carrera 2 e guida in direzione di Oberembrach, nell’Unterland zurighese. Preme eccessivamente sull’acceleratore.

Quando il radar effettua la rilevazione, l’ago del misuratore di velocità indica 144 chilometri all’ora, sebbene su questa strada la velocità sia limitata a 80 km/h. Una volta dedotto il margine di tolleranza, ha comunque superato il limite di 58 km/h. Soltanto per una felice circostanza, scrive inoltre il pubblico ministero, non è rimasto ferito nessun motociclista, ciclista o pedone. Senza dimenticare il fatto che la strada passa davanti a un centro equestre.

Il dirigente è stato immortalato a tutta velocità al volante della sua Porsche proprio all’altezza del centro equestre.
Google Streetview

Ma questo non è l’unico reato di cui il CEO è accusato. Soltanto una settimana dopo il primo episodio, l’uomo ha avuto un incidente con la sua Porsche. Durante un viaggio effettuato con i pneumatici estivi, la sua auto ha perso aderenza sull'asfalto bagnato, ha urtato contro un marciapiede, è scivolata lungo un terrapieno, ha colpito diversi tronchi d’albero per poi concludere la sua corsa giusto di fronte a un ruscello.

Anche in questo caso, è stata un’incredibile fortuna che nessun pedone si trovasse sul marciapiede al momento dell’incidente.

Ha rischiato l'infrazione di «pirata della strada»

Il ministero pubblico ha accusato il CEO di infrazione grave e deliberata alle norme della circolazione. Tutto sommato, però, l’uomo se l’è cavata piuttosto bene. Dal 2013 è infatti entrato in vigore, in Svizzera, un nuovo articolo di legge. «Via Sicura», la norma relativa ai grandi eccessi di velocità prevede che chiunque effettui un superamento di velocità di più di 60 km/h è passibile di una pena di almeno un anno di prigione. In questo caso, invece, l’accusa diventa quella di un’infrazione grave e circoscritta alle norme della circolazione.

A quale velocità si attestano i grandi eccessi, che qualificano il conducente come un «pirata della strada»?

  • 70 km/h in una zona con limite a 30 km/h
  • 100 km/h nei centri abitati (con limite a 50 km/h)
  • 140 km/h fuori dai centri abitati (con limite a 80 km/h)
  • 200 km/h in autostrada (con limite a 120 km/h)

Grazie alla deduzione del margine di tolleranza di sei chilometri all’ora, l’uomo è passato sotto questa soglia, con una velocità in eccedenza di 58 km/h.

Tuttavia, la sanzione richiesta resta elevata. Il tribunale domanda infatti una pena privativa della libertà di 11 mesi con sospensione, oltre che una multa di 10’000 franchi.

La politica rivede la legge sui «pirati della strada»

L’articolo relativo ai grandi eccessi di velocità, in vigore solo dal 2013, deve di nuovo essere rivisto nei prossimi mesi. Il Consiglio federale e il Parlamento stimano che questa normativa si spinga troppo oltre. Il problema, infatti, è che i giudici mancano di potere discrezionale.

Per esempio, essi devono obbligatoriamente pronunciare una pena privativa della libertà, anche se l’infrazione è dovuta a negligenza. Il Consiglio Nazionale e il Consiglio degli Stati hanno approvato una mozione della Commissione dei trasporti del Consiglio degli Stati.

Essa prevede:

  • Poteri discrezionali per i giudici
  • La soppressione della pena minima in caso di negligenza
  • La riduzione del periodo minimo per il ritiro della patente
Silvana Guanziroli, redattrice di «Bluewin», è una cronista giudiziaria accreditata presso i tribunali di Zurigo. Nella serie «Guanziroli in tribunale» racconta i processi più interessanti, racconta i casi penali più appassionanti, si concentra su affari insoliti e intervista esperti sul ruolo della giustizia. Diplomata presso la scuola di polizia della Polizia Cantonale di Zuigo, Silvana Guanziroli lavora come cronista da più di 20 anni. silvana.guanziroli@swisscom.com

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