FRANCOFORTE
Secondo giorno di processo, oggi a Francoforte, per il detective privato Daniel M., lo svizzero di 54 anni accusato di spionaggio in favore della Confederazione nell'ambito della vicenda dei dati bancari rubati a banche elvetiche.
Nel primo giorno di dibattimenti, mercoledì scorso, era emersa la possibilità di un patteggiamento. La procura federale tedesca ha proposto una pena detentiva tra un anno e mezzo e due anni con la condizionale, oltre a una multa di 50'000 euro e al pagamento dei costi processuali. Lo svizzero potrebbe così tornare libero - dopo sei mesi passati in detenzione preventiva - ed eviterebbe una pena che sarebbe potuta arrivare a cinque anni di carcere.
Secondo Josef Bill, presidente della corte dell'Oberlandesgericht di Francoforte, l'imputato - ex dipendente della polizia comunale di Zurigo e del servizio di sicurezza dell'UBS - deve comunque rilasciare "una confessione ampia, credibile e comprensibile" e indicare i suoi contatti. Altrimenti, ha detto in aula, i giudici non entreranno in materia sulla proposta.
Arrestato lo scorso 28 aprile a Francoforte e da allora in cella a Manneheim, Daniel M. è accusato di aver cercato di procurarsi illecitamente, per lo meno da luglio 2011 a febbraio 2015 e per conto del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), informazioni sulle indagini avviate dal fisco del Nordreno-Vestfalia per identificare gli evasori fiscali tedeschi clienti di banche elvetiche, in particolare con l'acquisto di Cd di dati bancari.
Tornare alla home page