Utopico o realista? Qualcuno in Svizzera ci riprova: ecco la nuova proposta di reddito di base per tutti

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27.11.2025

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Una «Previdenza sociale per tutti» dovrebbe sostituire l'assistenza sociale e altre prestazioni sociali. L'idea ha sostenitori di spicco. Ecco di cosa si tratta. 

Igor Sertori

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Il nuovo modello di «Previdenza sociale Svizzera» sostituirebbe numerose casse sociali con un reddito di base uniforme, per tutti.
  • Secondo i due studiosi, gli adulti riceverebbero 2'000 franchi, i bambini 700 franchi, finanziati dai contributi salariali e dai fondi sociali esistenti.
  • Tutti i lavoratori dovrebbero versare un contributo supplementare pari al 40% del loro salario lordo fino a un massimo di 2'000 franchi.

In Europa vi sono dei modelli, proposti da tutti gli Stati, con declinazioni e specificità, a sostegno delle famiglie indigenti. Un reddito minimo garantito e non un reddito di base.

Nel suo libro «Utopia per realisti», lo storico olandese Rutger Bregman parla di «Reddito di base universale (UBI)», citando alcuni esperimenti su piccola scala che hanno avuto successo, come quello di Mincome, nella città di Dauphin, in Canada, che ha dimostrato miglioramenti nei risultati sociali, sanitari e scolastici, e di conseguenza, anche economici per la comunità.

In Svizzera, il progetto di un reddito di base per tutti è già stato presentato due volte, e altrettante volte è fallito davanti al popolo.

Secondo il «Tagesanzeiger», qualcuno crede che al terzo tentativo potrebbe funzionare, trasformando un'idea utopica in realtà.

Previdenza sociale svizzera

La matematica dell'ETH Marina Meister e l'economista aziendale Daniel Straub hanno elaborato una proposta dettagliata su come semplificare radicalmente e finanziare lo Stato sociale.

Tra i promotori del progetto denominato «Previdenza sociale per la Svizzera» figurano l'ex presidente del Partito del Centro Gerhard Pfister e gli economisti Reiner Eichenberger, Ernst Fehr e Klaus Wellershoff.

Anche Vera Kupper, presidente della Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale, e l'ex consigliera nazionale socialista Yvonne Feri ritengono opportuno ripensare il sistema sociale.

I due accademici ritengono che il complesso Stato sociale svizzero non sia adeguato alle sfide future. In special modo l'attuale sistema sociale non sarebbe compatibile con il cambiamento strutturale che verrà innescato causato dall'uso massiccio dell'intelligenza artificiale.

Le previsioni vedono decine di migliaia perdere il loro lavoro, perché sostituiti dall'IA, molti di loro dovranno riqualificarsi, dunque secondo i promotori e i loro sostenitori è necessaria una sicurezza di base sotto forma di previdenza per la vita.

«Vogliamo che la Svizzera sia preparata quando l'ondata dell'intelligenza artificiale cambierà radicalmente il mercato del lavoro», afferma Straub.

Da tante casse sociali a una sola

L'idea è quella di riunire le numerose casse sociali in un sistema unico. Le rendite AVS e AI sarebbero sostituite da un reddito di base di 2'000 franchi. Per tutti, indipendentemente dall'occupazione. Lo stesso per disoccupati e inabili al lavoro per motivi di salute.

Questo riguarda gli adulti, mentre ogni bambino riceverebbe 700 franchi. A 18 anni, il reddito di base ammonterebbe inizialmente a 1'000 franchi, con un aumento di 50 franchi ogni anno.

L'obiettivo, secondo Straub e Mesiter, è quello di incentivare i giovani ad accettare un lavoro o a completare la formazione.

Come detto cadrebbe l'AVS e allora anche i pensionati riceverebbero i 2'000 franchi al mese, con un aumento di 50 franchi all'anno fino a raggiungere i 2'450 franchi.

Giova ricordare qui che allo stato attuale, il minimo di AVS è oggi di 1'260 franchi, il massimo di 2'520.

Per i nuovi arrivati i Svizzera non ci sarebbe da subito il reddito di base, ma esso diventerebbe accessibile dopo alcuni anni - non è specificato quanti - di contributi fiscali.

40% del salario lordo da parte di tutti, fino a un tetto massimo di 2'000 franchi

L'AVS, l'AI, l'IPG, gli assegni familiari, l'assistenza sociale, le prestazioni complementari o la riduzione individuale dei premi, diventerebbero in tutto o in parte superflui, perché coperte dal reddito di base. Complessivamente, scrive il «Tages Anzeiger», si libererebbero circa 70 miliardi.

Ma attenzione, tutti i lavoratori dovrebbero versare un contributo aggiuntivo pari al 40% del loro salario lordo, limitato a un massimo di 2'000 franchi. 

Un ibrido dei modelli scandinavi, dove le tasse sono molto alte a sostegno di accesso gratuito a diversi servizi e prestazioni.

Secondo i promotori, al netto di tutto, ai lavoratori a basso reddito e ai working poor rimarrebbe però più denaro spendibile in tasca. Inoltre, afferma Straub, i beneficiari dell'assistenza sociale avrebbero un incentivo maggiore rispetto ad oggi ad accettare un lavoro retribuito.

Dibattito pubblico e poi iniziativa

Straub e Meister vogliono avviare un dibattito sociale e, in una fase successiva, trasformare il progetto in un'iniziativa popolare.

Gerhard Pfister, docente di letteratura e filosofia, trova l'idea di un reddito di base «interessante dal punto di vista liberale».

Per questo motivo ha rilasciato una testimonianza sul sito web dedicato al progetto. «Forse un nuovo modello di stato sociale potrebbe ottenere gli stessi risultati dell'attuale sistema».