Ecco la risposta del GovernoRabbia dell'UDC per la «nuova» carta d'identità: «I cittadini svizzeri sono inorriditi»
Petar Marjanović
10.12.2025
La Svizzera è indignata? Il motivo sarebbe la propria carta d'identità.
Keystone
L'indignazione è grande, almeno secondo la consigliera nazionale dell'UDC Vroni Thalmann-Bieri: la nuova carta d'identità svizzera è destinata a privare i cittadini della loro identità. Il consigliere federale Beat Jans ha dovuto spiegare la sua posizione.
Petar Marjanović
10.12.2025, 06:00
Petar Marjanović
Hai fretta? blue News riassume per te
La consigliera nazionale dell'UDC Vroni Thalmann-Bieri si è lamentata in Parlamento del design della nuova carta d'identità svizzera perché la croce è più piccola e il termine «Confederazione svizzera» non è più scritto per esteso.
Il Consiglio federale non si è lasciato impressionare e ha spiegato che la grafica è in uso dal 2023, è necessaria in termini di sicurezza ed è riconosciuta a livello internazionale.
Un ritorno al vecchio layout sarebbe costoso e dovrebbe essere sottoposto a un esame approfondito.
Ci sono iniziative politiche che bisogna leggere due volte per assicurarsi di non essere finiti inavvertitamente nella satira. E poi ci sono quelle che già nel titolo fanno ben sperare: «I cittadini svizzeri sono inorriditi a causa della nuova carta d'identità».
Questo era il titolo dell'interrogazione inoltrata dalla consigliera nazionale dell'UDC Vroni Thalmann-Bieri durante l'ora delle domande in Consiglio nazionale, presentata all'inizio di dicembre. Di cosa si tratta?
Ssecondo la democentrista il pomo della discordia è la nuova carta d'identità raffigurata qui sopra (per un confronto la vecchia carta d'identità è mostrata qui sotto).
Il nuovo documento «toglie l'identità al cittadino svizzero» in quanto la croce elvetica si sta riducendo e mancano le parole «Confederazione svizzera».
Ecco come appariva la vecchia carta d'identità.
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La Confederazione non si è lasciata prendere dallo sconforto di fronte all'indignazione. Il consigliere federale Beat Jans (PS) ha dovuto rispondere per iscritto perché non c'era abbastanza tempo durante quello delle interrogazioni.
Forse un peccato per chi avrebbe voluto vedere se anche Jans potesse essere inorridito, ma la formulazione della risposta del Consiglio federale suggerisce probabilmente di no.
La «nuova» carta d'identità esiste dal 3 marzo 2023 ed è rilasciata dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) sotto la guida di Jans. La responsabilità operativa spetta alla Fedpol.
E il design, secondo la risposta del Governo, sarà aggiornato periodicamente, come per le banconote. Non per ragioni estetiche, ma per motivi di sicurezza.
La seconda immagine nella finestra di visualizzazione, la foto più grande, la texture moderna: tutti elementi pensati per rendere più difficile il furto di identità.
La carta ha anche vinto il premio «Best New National ID-Card» nel 2024, il che non suona necessariamente come un oltraggio internazionale.
Non siamo riusciti a trovare in archivio una foto del consigliere federale Beat Jans indignato.
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Un nuovo design comporterebbe notevoli costi aggiuntivi
Anche la questione dei nomi è ben presto spiegata: la decisione a favore della forma abbreviata «Svizzera» invece di «Confederazione Svizzera» è stata deliberata, così come la riduzione delle dimensioni della croce.
Entrambe creano spazio per le caratteristiche di sicurezza e consentono di utilizzare caratteri di dimensioni maggiori. Lo stesso Parlamento, sottolinea il Consiglio federale, utilizza la stessa terminologia.
Il design si può cambiare? In linea di principio sì, ma solo dopo un'altra revisione completa, dato che le caratteristiche di sicurezza e il layout dell'immagine dovrebbero essere riprogettati. E questo, come dicono a Berna, «comporterebbe notevoli costi aggiuntivi».
Infine, c'è la dimensione internazionale: i requisiti dell'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile e quelli dell'Unione Europea per lo spazio Schengen determinano anche l'aspetto del documento.
Secondo il Consiglio federale, le carte d'identità svizzere non verrebbero riconosciute all'estero se non fossero rispettati questi requisiti.