Presunte molestie: il direttore della SSR sostiene il capo della RTS

ATS

2.11.2020 - 10:45

Gilles Marchand, direttore generale della Società svizzera di radiotelevisione (immagine d'archivio dello scorso anno).
Source: KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

Per la prima volta, oggi il direttore generale della SSR, Gilles Marchand, si esprime sulla bufera che ha investito la filiale romanda RTS per presunte molestie sessuali coperte dai quadri dell'azienda.

Ripone assoluta fiducia nel suo direttore, che nel 2017 aveva del resto preso il posto di Marchand quando quest'ultimo è stato promosso. Intanto la consigliera federale Simonetta Sommaruga condanna.

«Pascal Crittin è perfettamente sincero nelle sue spiegazioni. Farà ogni sforzo per identificare i problemi. Non dubito della sua buona fede e lo aiuterò il più possibile», afferma Marchand in un'intervista pubblicata oggi da vari quotidiani romandi.

Crittin si è difeso sabato

Crittin, intervenuto alla radio e alla televisione romanda sabato, quando il quotidiano Le Temps ha pubblicato un'inchiesta che fa stato di molestie sessuali, gesti inappropriati e abuso di potere all'interno di RTS, ha assicurato che da oggi «faremo verificare tutte le nuove informazioni contenute nell'articolo.

Un'azienda esterna esaminerà se il dispositivo in vigore necessita di migliorie». Non è l'impresa che conosco, ha sostenuto ancora Crittin, aggiungendo che «non è accettabile che le vittime non osino testimoniare». «La parola deve essere liberata».

Le Temps ha raccolto le testimonianze di una trentina di dipendenti di RTS, pubblicate quasi esclusivamente in forma anonima, relative a comportamenti inadeguati sin dal 2010. Molte riguardano l'ex presentatore del telegiornale serale dell'emittente, Darius Rochebin, che in Romandia è un volto notissimo e a cui si riconoscono notevoli competenze professionali.

Crittin sabato ha ammesso di essere stato informato, nel 2017, del fatto che Rochebin possedeva due falsi conti su Facebook e di averlo richiamato all'ordine. «Non copriamo nessuno», ha aggiunto, sottolineando che Le Temps parla di tre persone su dieci anni per un'azienda di 1800 collaboratori. «Ogni caso conta. Quando riceviamo denunce le trattiamo, come avvenuto sette volte negli ultimi dieci anni», ha sostenuto.

Una certa autonomia delle filiali

Oggi il giornalista chiede a Marchand se la direzione generale della Società svizzera di radiotelevisione (SSR) fosse a conoscenza di sospetti di comportamenti inappropriati presso la RTS.

Rispondendo, Marchand insiste sul margine di manovra lasciato alle aziende regionali in questo ambito: «Questo tipo di questioni viene discusso in occasione di conferenze tenute dalle direzioni regionali delle risorse umane con la direzione generale. Se ne parla anche nelle riunioni periodiche che tengo con i direttori di ciascuna delle quattro regioni.

La SSR ha sviluppato un quadro comune di comportamenti che ci si aspetta dai propri dipendenti e strumenti per identificare e gestire situazioni di questo tipo. Tuttavia, le regioni sono autonome nella loro applicazione».

Nessuna copertura?

Stando all'inchiesta di Le Temps, due quadri di RTS che si sarebbero resi protagonisti di comportamenti inappropriati in ambito sessuale, sarebbero stati mutati ad altre funzioni, senza sanzioni. Marchand smentisce: «Non ci sono confinamenti dorati alla SSR, ma funzioni con direttive chiare e verificate».

Sommaruga solleverà la questione

Il quotidiano friburghese La Liberté ha interrogato la presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga. In un articolo pubblicato oggi la responsabile del Dipartimento federale delle comunicazioni (DATEC) «condanna fermamente ogni forma di molestia, sul lavoro e in qualsiasi altro contesto». Promette che «solleverà la questione nel quadro dei regolari colloqui con la direzione della SSR».

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