Sussidi di cassa malati, il Governo: «I Cantoni paghino di più»

ATS

21.10.2020 - 16:14

Il consigliere federale Alain Berset alla conferenza stampa odierna a Berna.
Source: KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

Il Consiglio federale intende riequilibrare l'attuale sistema di sussidi dei premi da malattia per chi fatica a pagarli.

È quanto prevede il suo controprogetto indiretto all'iniziativa popolare del PS per limitare i premi malattia che il governo raccomanda di respingere.

Il progetto governativo, inviato in consultazione fino al 4 di febbraio, dovrebbe incitare i Cantoni a ridurre i costi sanitari, mentre la quota di partecipazione della Confederazione rimarrebbe all'attuale 7,5%. I Cantoni potrebbero essere costretti ad aumentare la propria partecipazione al finanziamento dei premi.

L'iniziativa

L'iniziativa chiede che i premi malattia – solo per l'assicurazione obbligatoria – non superino il 10% del reddito disponibile. A tale scopo la riduzione individuale dei premi (RIP) dovrebbe essere finanziata per almeno due terzi dalla Confederazione e il resto dai Cantoni. Questi ultimi sono tenuti dalla legge ad accordare una RIP agli assicurati di condizioni economiche modeste.

Nel 2019 ne beneficiava più del 27% del totale degli assicurati, ossia 2,3 milioni di persone, ha ricordato oggi davanti ai media il consigliere federale Alain Berset. Il ministro della sanità si è detto consapevole del problema: sempre più famiglie fanno fatica a pagare i premi assicurativi e ciò rappresenta una delle principali preoccupazioni della popolazione.

Secondo il ministro della sanità, il difetto principale dell'iniziativa, che perlomeno ha il merito di sollevare un problema reale, sta nel fatto che si concentra solo sul finanziamento dei sussidi e non sul contenimento delle spese, un aspetto quest'ultimo fortemente influenzato dalle decisioni cantonali, come la pianificazione ospedaliera o le tariffe di alcuni professionisti della salute. Insomma, tra costi e aumento dei premi vi è un correlazione diretta.

Stando al controprogetto indiretto, ogni Cantone dovrebbe versare un contributo minimo vincolato ai suoi costi sanitari lordi. Il contributo minimo corrisponde a una percentuale dei costi lordi cantonali calcolati addizionando i premi dell'assicurazione malattia pagati dagli assicurati con le partecipazioni ai costi da loro versati.

Il controprogetto governativo

Come illustrato dal consigliere federale socialista, il controprogetto prevede che se i premi pagati da un'economia domestica rappresentano in media più del 14% del reddito disponibile, il Cantone in questione dovrà destinare un importo equivalente al 7,5% dei costi sanitari lordi per ridurre i premi.

Nel caso in cui i premi rappresentino al massimo il 10% del reddito disponibile, la percentuale minima sarà al massimo del 4%. Se i premi rappresentano in media tra il 10 e il 14% del reddito disponibile, l'importo da versare da parte del Cantone raggiungerà il 5% dei costi sanitari lordi.

Con questo sistema, secondo il ministro friburghese, i Cantoni con i costi sanitari più elevati e nei quali il carico dei premi che grava sulle famiglie è maggiore, dovranno globalmente pagare di più dei Cantoni che hanno costi più bassi. Pertanto i Cantoni saranno incentivati a limitare l'incremento della spesa sanitaria.

Confederazione, contributo al 7,5%

Il contributo federale, invece, rimarrebbe immutato al 7,5% dei costi sanitari lordi, ha affermato Berset, spiegando che il progetto governativo intende riportare un certo equilibrio nel finanziamento dei premi per chi fa fatica. Negli ultimi anni, infatti, alcuni Cantoni hanno ridotto il loro contributo, creando una grande disparità nei sussidi versati.

Nel 2010, i Cantoni contribuivano ancora per il 50% alla RIP, una percentuale in linea col compromesso in vigore tra Cantoni e Confederazione frutto della nuova perequazione finanziaria, ha dichiarato Berset. Nel 2019 questo tasso si è ridotto al 43%, ha specificato il consigliere federale, aggiungendo che si tratta di una flessione «enorme» che in soldoni si traduce in parecchie centinaia di milioni di franchi (700 milioni a detta di Berset).

Col suo controprogetto, il Consiglio federale intende quindi correggere queste grandi disparità tra Cantoni, alcuni dei quali hanno visto crescere la propria partecipazione ai costi, mentre altri l'hanno diminuita fortemente. Ogni Cantone dovrebbe quindi tendere verso un contributo minimo vincolato ai suoi costi sanitari lordi pari ad almeno il 7,5%.

I costi

Se per i promotori dell'iniziativa la loro proposta costerà alla Confederazione tra 2,5 e 3 miliardi di franchi e ai Cantoni tra 0,7 e 1 miliardo, sulla base di stime dell'Ufficio federale della sanità pubblica i costi a carico della Confederazione sarebbero di un miliardo per il 2019 e di 3,6 miliardi nel 2024.

In base alle cifre del 2017 risalenti al maggio scorso, l’Ufficio federale della sanità pubblica ha valutato a 777 milioni il costo del controprogetto per i Cantoni. Rispetto all'iniziativa popolare questi costi supplementari aumenterebbero nel tempo in modo nettamente minore.

Tornare alla home page

ATS