Gli svizzeri sarebbero favorevoli a un giro di vite per i viaggiatori

dv, ats

25.1.2021 - 07:38

Da un sondaggio emerge che i test alle frontiere sono caldeggiati dal 53% degli intervistati
Keystone

Oltre uno svizzero su due (53%) si dice favorevole all'introduzione dell'obbligo di un test PCR per i viaggiatori che vogliono entrare in Svizzera. Lo indica un sondaggio pubblicato oggi sui giornali del gruppo Tamedia. La chiusura delle frontiere convince il 39%.

Gli oltre 15'000 intervistati si sono pronunciati sulle misure supplementari che il Consiglio federale potrebbe annunciare nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. Se la situazione epidemiologica dovesse aggravarsi, circa un partecipante su due al sondaggio sarebbe propenso a una eventuale chiusura delle stazioni sciistiche (la quota si attesta al 55% degli intervistati), mentre non convince la chiusura delle scuole (35%). C'è anche una forte resistenza sui test di massa (4%).

Per quanto riguarda la mascherina, sono pochi coloro che vedrebbero di buon occhio l'obbligo di indossarla anche all'esterno (21% di favorevoli), mentre ancora più contrari si sono espressi in merito all'imposizione di portare un modello FFP2 (13%).

Il 26% degli intervistati si dice propenso a rendere il vaccino obbligatorio per le persone che fanno parte di gruppi a rischio, mentre il 47% non vuole che siano accordati vantaggi alle persone vaccinate.

Il sondaggio è stato realizzato tra il 18 e il 19 gennaio e ha coinvolto 15'089 persone di tutta la Svizzera. Il margine di errore è +/- 1,3%.

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