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Un anniversario storico

Trent'anni fa, il bilinguismo entrava nell'ordinamento comunale di Bienne

Il bilinguismo a Bienne è presente anche nel nome delle vie cittadine.

Il bilinguismo a Bienne è presente anche nel nome delle vie cittadine.

Keystone

La coesistenza, la convivenza e il mescolarsi del tedesco e del francese caratterizzano la città di Bienne. Trent'anni fa le autorità cittadine hanno sancito ufficialmente il bilinguismo nel proprio ordinamento comunale.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

09.06.2026, 18:15•09.06.2026, 18:28

Oggi Bienne/Biel è la più grande città bilingue della Svizzera. Il rapporto tra la popolazione germanofona e quella francofona si avvicina alla parità, con rispettivamente il 55,2% e il 44,8%, indica la città in un comunicato odierno.

Il bilinguismo è un fattore importante per la coesione sociale e la qualità della vita. Bienne svolge inoltre un'importante funzione di ponte tra la Romandia e la Svizzera tedesca.

Al confine linguistico

Bienne è sempre stata una zona di contatto tra la lingua tedesca e quella francese. Inizialmente fortemente germanofona, a partire dal XIX secolo molti francofoni si trasferirono in città per lavorare nell'industria orologiera.

Con l'industrializzazione e l'immigrazione, la quota dei francofoni si è stabilizzata intorno al 40% a partire dagli anni Settanta del secolo scorso. Dall'inizio del nuovo millennio la popolazione francofona è cresciuta costantemente.

Nel 1996 il bilinguismo viene inserito ufficialmente nell'ordinamento comunale. «Ouvert le Sonntag» si può leggere, ad esempio, su un'insegna di un bar di Bienne. Ciò significa che il locale è aperto la domenica e che vi si può andare per concedersi un «petit schlouck» (bicchierino) rinfrescante.

Tuttavia, oggi questa disinvolta mescolanza di lingue è anche sottoposta a una certa pressione, aveva affermato un anno fa la storica biennese Margrit Wick in un servizio del «Regionaljournal Bern, Freiburg, Wallis» (il notiziario delle regioni di Berna, Friburgo e Vallese) della radio svizzero-tedesca SRF1.

Negli ultimi anni Bienne ha attirato sempre più persone provenienti dalla Romandia ad esempio da Neuchâtel o Ginevra, per le quali l'uso della lingua tedesca, e in particolare del dialetto svizzero-tedesco, non è così naturale.

La vicinanza tra svizzeri-tedeschi e romandi rischia quindi talvolta di trasformarsi più in una semplice coesistenza che in una vera convivenza. «Serve uno sforzo da entrambe le parti», aveva dichiarato nell'estate del 2025 anche la sindaca di Bienne, Glenda Gonzalez Bassi, nel citato servizio del «Regionaljournal». Solo così la convivenza legata al bilinguismo potrà funzionare anche in futuro.

Da tre decenni su un piano di parità

Come detto, il bilinguismo fa parte del DNA di Bienne e contribuisce all'attrattiva della città. In città, i bambini possono anche seguire un insegnamento scolastico bilingue, nella cosiddetta «Filière Bilingue». Le lezioni si svolgono per metà in tedesco e per metà in francese. Oltre 300 bambini sono istruiti da circa 40 insegnanti.

Il bilinguismo è ufficialmente sancito nell'ordinamento comunale dal 9 giugno 1996. Da 30 anni, quindi, il francese e il tedesco sono lingue ufficiali con pari diritti. Proprio in occasione di questo anniversario, l'amministrazione comunale di Bienne ha ottenuto nuovamente la certificazione del marchio del Forum per il bilinguismo.

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