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La sentenza emessa giovedì.
Keystone
Cadono le imputazioni più gravi per un 30enne italiano processato alle Assise Criminali. La Corte lo ha invece riconosciuto colpevole di lesioni semplici e minacce ripetute, infliggendogli una pena di 18 mesi.
Un cittadino italiano di 30 anni è stato assolto giovedì dalle accuse di natura sessuale che costituivano il nucleo principale del procedimento a suo carico.
L'uomo, comparso martedì davanti alle Assise Criminali, era chiamato a rispondere di presunti abusi e atti di violenza nei confronti della moglie. Durante tutto il processo ha sempre respinto ogni addebito.
La presidente della Corte, Monica Sartori Lombardi, lo ha condannato a una pena di 18 mesi di detenzione, dei quali 12 già scontati. In aula, la procuratrice Valentina Tuoni aveva chiesto una condanna a sette anni di carcere e l'espulsione dalla Svizzera per 15 anni.
Le accuse di violenza carnale e coazione sessuale non hanno trovato conferma e sono state archiviate in applicazione del principio dell'in dubio pro reo. La Corte ha invece ritenuto provati i reati di lesioni semplici e minacce ripetute.