Le reazioni Federali 2023: UDC soddisfatta, brutta giornata per Verdi e Verdi liberali

cp, ats

22.10.2023 - 20:25

Il presidente dell'UDC, Marco Chiesa, il vincitore di queste elezioni federali.
Il presidente dell'UDC, Marco Chiesa, il vincitore di queste elezioni federali.
Keystone

A un UDC raggiante per aver vinto le elezioni odierne, fa da contraltare, nelle reazioni dei partiti, un PS contento per il proprio risultato ma preoccupato per lo scivolamento a destra del parlamento.

22.10.2023 - 20:25

Soddisfatto invece il Centro, un po' meno il PLR, scornati invece Verdi e Verdi liberali, che devono incassare una mezza Waterloo.

Su un punto sembrano concordi UDC, PLR e Centro: è affrettato parlare di scivolamento a destra delle Camere federali. Meglio sarebbe dire che si è assistito a una correzione, dopo la sorprendente vittoria dei Verdi alle elezioni federali del 2019. In più mancano ancora i dati definitivi per il Consiglio degli Stati, visto che in diversi Cantoni si andrà al ballottaggio. Più pessimisti invece PS e Verdi che temono ripercussioni a livello di protezione del clima e uguaglianza.

Chiesa (UDC): «Successo per la capacità di ascoltare la popolazione»

Il presidente dell'UDC, Marco Chiesa si è detto soddisfatto del risultato odierno – il partito dovrebbe esser riuscito a convincere 100 mila elettori supplementari come previsto – , ma anche consapevole della grande responsabilità nei confronti della popolazione, che chiede risposte su temi quali l'immigrazione o l'approvvigionamento energetico sicuro. Il successo del partito è dovuto alla capacità della sua formazione di ascoltare la popolazione, senza nascondere certe problematiche che si trovano «sulla bocca di tutti».

Chiesa ha detto di sperare che gli altri partiti, questa volta, «ci ascoltino maggiormente affinché possano essere trovate soluzioni condivise a determinati problemi che assillano il Paese».

Pfister (Centro): «Un buon risultato»

Per il presidente dell'Alleanza del Centro, Gerhard Pfister, la giornata elettorale si è chiusa con un buon risultato. Se la tendenza si conferma, il Centro avrebbe la stessa quota di elettori del PLR.

Pfister ha spiegato questo risultato lusinghiero grazie alla fusione col PBD e al cambiamento di nome – abbandono del referente cristiano – ciò che potrebbe aver indotto diversi elettori, anche delle città, «a votare per noi». La nostra strategia di aprirci ad altri strati sociali ha dato i suoi frutti.

Burkart (PLR): «Giornata in grigio scuro»

Toni meno entusiasti fra i membri del PLR, col presidente del partito, Thierry Burkart, che ha parlato di una giornata in grigio scuro. Burkart, che spera ancora nei ballottaggi in alcuni Cantoni per il Consiglio degli Stati, ha ammesso che, a livello di elettori, il PLR ha perso qualcosa.

Insomma, l'atteso superamento del PS, riproposto a più riprese nell'ultimo anno, non si è verificato. Stando a Burkart è probabile che l'UDC abbia saputo sfruttare certi temi in maniera ottimale, come quello dell'asilo, e che i dossier cari al suo partito, come l'approvvigionamento elettrico, la demografia o la politica economica, abbiano fatto meno presa sugli elettori. 

Circa la crisi del Credit Suisse, quest'ultima, secondo il consigliere agli stati argoviese – rieletto – «non ci ha aiutato».

Per i Verdi liberali  emorragia di seggi sotto il «Cupolone»

Musi lunghi invece fra i Verdi liberali, col presidente Jürg Grossen che deve far fronte a un'emorragia di seggi sotto il «Cupolone». Il partito ha mancato il suo obiettivo, ossia incrementare la fetta di elettori. Unica consolazione: in alcuni Cantoni il partito potrebbe far bene e forse guadagnare un seggio agli Stati.

Glättli (Verdi): «Un brutto segno per la protezione del clima»

Per i Verdi, la giornata odierna passerà alla storia come quella della «batosta», come spiegato dallo stesso presidente, Balthasar Glättli. Non possiamo far finta di nulla, secondo il consigliere nazionale zurighese, che ha espresso preoccupazione per l'avanzata dell'UDC.

«È infatti un brutto segno per la protezione del clima, per l'uguaglianza, ma anche per le relazioni in Europa», ha spiegato l'ecologista. Tutti gli altri partiti devono ora unirsi per trovare una politica che ci permetta di andare avanti verso il futuro e non si preoccupi solo di cercare capri espiatori.

Wermuth (PS): «Un buon risultato per il partito, ma una brutta giornata per la sinistra»

Si tratta di un buon risultato per il partito, ma una brutta giornata in generale per la sinistra, specie per il calo dei Verdi. Questo il giudizio perentorio espresso dal copresidente del PS, Cédric Wermuth.

Tuttavia, la sinistra continuerà a battersi sotto il «Cupolone» per il clima, l'uguaglianza e il potere d'acquisto, anche «se non sarà facile». Alla luce del suo buon risultato personale, Wermuth rifletterà a una possibile candidatura al Consiglio federale per la sostituzione di Alain Berset che lascerà a fine anno.

Economiesuisse: «Necessità di intervenire con decisione sulle questioni economiche»

Passando dai partiti alle associazioni, economiesuisse ha ricordato al nuovo parlamento, e alla destra in particolare, le necessità di intervenire con decisione sulle questioni economiche, in particolare nei settori dell'approvvigionamento energetico, della previdenza (con una maggiore giustizia generazionale), del commercio estero e delle finanze (preservando il freno all'indebitamento anche dopo il 2024).

Le relazioni estere, col maggiore partner commerciale della Svizzera, ossia l'UE, devono essere ulteriormente sviluppate e regolate.

Greenpeace preoccupata per la svolta a destra

Sul fronte ambientale, Greenpeace, al pari del WWF Svizzera, si è detta preoccupata per la svolta a destra del Parlamento. Per l'organizzazione ecologista, in un momento in cui la crisi climatica incombe, l'UDC si mostra impermeabile a tutte le misure a favore dell'ambiente.

Negli ultimi 25 anni, i democentristi hanno sistematicamente votato in parlamento contro il miglioramento dell'efficienza energetica, lo sviluppo delle energie rinnovabili e le misure di protezione del clima.

Stando a Greepeace, la crisi climatica e della biodiversità si sta intensificando drammaticamente, con conseguenze che si fanno sentire in Svizzera e in tutto il mondo. In questo contesto, è fondamentale cambiare rotta.

cp, ats