Rolex, Dubai e LamborghiniUn postino svizzero rubava contanti per vivere nel lusso. Ecco com'è stato incastrato
ai-scrape
17.4.2026 - 15:32
L'uomo avrebbe sottratto migliaia di franchi nel 2021.
Keystone
Un postino svizzero finisce nei guai dopo una serie di misteriosi furti di contanti: a incastrarlo non sono solo il suo stile di vita lussuoso, ma anche una sofisticata trappola chimica organizzata da polizia e Posta.
Uno stipendio da 4'550 franchi al mese e… una vita da nababbo. Rolex da 13'600 franchi al polso, vacanza a Dubai con volo in elicottero e Lamborghini a noleggio.
Troppo bello per essere vero. E infatti qualcosa non tornava.
Dietro quel tenore di vita scintillante si nascondeva una scia di furti misteriosi in un ufficio postale sulle rive del lago di Zurigo. Proprio lì lavorava l’uomo finito poi sotto accusa.
Gli indizi iniziali
Come riporta il portale «Watson», Tutto inizia nel marzo 2021. Una cliente denuncia due volte la scomparsa di 15'000 franchi ordinati in contanti tramite la sua banca. Le buste le arrivano, ma completamente vuote.
Pochi mesi dopo, a maggio, scatta un’altra segnalazione: due persone perdono 10'000 euro spediti per raccomandata dalla stessa banca. A quel punto i sospetti si fanno pesanti.
Il piano per incastrarlo
Posta e polizia decidono di agire insieme. Il piano? Un'esca chimica impossibile da ignorare.
Gli esperti preparano una busta con nitrato d'argento: una sostanza che, a contatto con la pelle, lascia macchie scure ben visibili.
Il primo tentativo fallisce. Ma il 6 luglio 2021 la trappola scatta. L'uomo non prende i circa 3'000 franchi inseriti come esca - probabilmente aveva intuito qualcosa - ma ormai è troppo tardi.
Quello stesso giorno, gli agenti notano le tipiche macchie nere sulle sue mani. Scattano arresto e perquisizioni a casa sua e della compagna. L'inchiesta federale parte immediatamente.
E il posto di lavoro, ovviamente, è perso sul colpo.
La condanna
Nel 2025 arriva la condanna: 12 mesi con la condizionale 40 giorni di multa da 100 franchi. Le accuse sono furto continuato e violazione ripetuta del segreto postale.
L'uomo prova a difendersi: le macchie sulle mani, dice, non dimostrano nulla. E per spiegare il suo stile di vita tira fuori entrate «alternative»: fino a 15'000 franchi all’anno con il gioco e altri 15'000 con la vendita di abiti di marca.
Ma per i giudici è pura fantasia.
Il Tribunale federale, con sentenza del 9 marzo, conferma tutto: troppi indizi schiaccianti. Testimonianze, presenza sul posto, movimenti di contanti sospetti e quel viaggio di lusso a Dubai subito dopo i fatti. Il puzzle combacia perfettamente.
Anche la trappola chimica viene ritenuta legittima: nessuna provocazione illegale, l’uomo ha agito di sua iniziativa.
Un evento raro
La Posta svizzera assicura tolleranza zero. Ogni segnalazione viene verificata e, se necessario, si procede penalmente e disciplinarmente.
Con oltre 44'000 dipendenti, i casi restano rari: tra il 2015 e il 2024, scrive «Watson», si registrano in media 17 condanne all’anno.
E non sempre i responsabili sono dipendenti: anche chi ruba una lettera da una cassetta viola il segreto postale.
In questo caso, però, il colpevole era proprio dietro lo sportello. E a tradirlo, alla fine, non è stata la Rolex. Ma una macchia nera impossibile da nascondere.