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Questa immagine simbolica è stata generata dall'intelligenza artificiale.
ChatGPT
Un uomo, rifiutandosi di pagare il premio di cassa malati pari a circa 638 franchi, è arrivato fino al Tribunale federale con un ricorso redatto dall'intelligenza artificiale. L’operazione però è andata completamente a rotoli.
La controversia ha inizio a causa dei premi di cassa malati non pagati. Inizialmente la CSS addebita a un uomo poco più di 1'000 franchi, ma in seguito ridimensiona il credito al ribasso.
Restano da pagare 638,70 franchi per i mesi di novembre 2024 e gennaio 2025, oltre agli interessi di mora e alle spese di sollecito pari a 170 franchi.
L'uomo nega ogni responsabilità, sostenendo, tra l'altro, di aver già effettuato dei pagamenti.
Il Tribunale cantonale di Lucerna non gli dà ragione. Nel marzo 2026 stabilisce che i premi sono «con ogni probabilità» insoluti, dando così ragione alla CSS.
L’assicurato non si arrende e ricorre al Tribunale federale (TF).
Il suo problema è che il ricorso, che secondo la legge del TF deve essere redatto «in forma concisa» (cioè senza troppe digressioni), non l’ha scritto lui stesso. Lo rivela già il sottotitolo del suo ricorso: «Bozza – Versione concisa». E non è uno scherzo.
Anche il giudice federale del PS Michael Beusch fiuta l’inganno e capisce subito che il ricorso è stato redatto da un'«intelligenza artificiale». Anche se in questo caso si dovrebbe piuttosto parlare di una macchina poco intelligente.
Nella sentenza, il TF rileva che il ricorso è ricco di affermazioni generiche, ma mancano argomenti concreti che abbiano valore giuridico.
Davanti alla corte è chiaro: chi vuole presentare ricorso deve indicare con precisione in che modo l’istanza precedente abbia violato la legge. In altre parole: chi sostiene che una sentenza sia errata deve anche essere in grado di motivare tale affermazione.
Il giudice socialista rileva invece solo critiche vaghe e «argomentazioni intercambiabili e prive di sostanza», e pertanto non accoglie nemmeno il ricorso.
La sentenza di Lucerna è quindi definitiva: i premi, compresi gli interessi e le spese, sono esigibili. Ma l’uomo se la cava in modo relativamente economico.
Il TF rinuncia alle spese processuali «in considerazione delle circostanze», sebbene in un primo momento avesse richiesto un acconto di 500 franchi.
Cosa pensare di questa sentenza? blue News ha chiesto il parere di alcuni esperto. L’avvocata Claudia V. Brunner spiega i requisiti giuridici: «Chi vuole ottenere ragione in tribunale deve analizzare i fatti e verificare quali leggi siano state violate».
Gli esperti chiamano questo concetto «sussunzione»: non basta, ad esempio, limitarsi ad affermare di aver pagato i premi.
«Bisogna piuttosto spiegare chiaramente nel ricorso: quale premio è stato pagato e quando, oppure quale pagamento è stato erroneamente attribuito», afferma Brunner.
Chi si confronta con questo tipo di questioni può vincere la causa anche senza l’assistenza di un avvocato. «Era così già prima dell’avvento dell’intelligenza artificiale», afferma Brunner.
Strumenti come ChatGPT e simili potrebbero certamente accelerare la ricerca giuridica, a condizione che, grazie alla formazione e all’esperienza, si sappia effettivamente cosa cercare. Ma è proprio questa competenza specialistica che spesso manca ai non addetti ai lavori.
L’avvocato Daniel Brugger, che si occupa di «intelligenza artificiale» nella pratica giuridica e in precedenza ha lavorato per oltre dieci anni come cancelliere presso il TF, fornisce una sua interpretazione.
Secondo lui, la sentenza conferma ancora una volta che è possibile intentare un’azione dinanzi al TF anche senza rappresentanza legale. «Tuttavia, alla luce dei rigorosi requisiti di motivazione, ciò ha ben poche possibilità di successo».
A suo avviso, il fatto che ci si rechi a Losanna con o senza il supporto dell’IA è meno determinante. È invece fondamentale chi utilizza l’IA, in che modo la impiega e su quale comprensione giuridica si basi il suo utilizzo.
«L’IA è come un attrezzo ad alte prestazioni in un cantiere. Nelle mani di un esperto moltiplica la forza e la precisione. Chi però non è in grado né di leggere il progetto né di valutare la situazione, non fa altro che accelerare il crollo», afferma Brugger.
Sentenza del Tribunale federale 9C-235/2026 del 2 giugno 2026