Tutti i rischi da conoscere Voleva risparmiare 2'000 franchi, ma il cambio di cassa malati diventa un incubo: ecco perché

Stefan Michel

19.5.2026

Ogni anno centinaia di migliaia di persone cambiano assicurazione sanitaria. Per alcuni non funziona subito, o non funziona affatto.
Ogni anno centinaia di migliaia di persone cambiano assicurazione sanitaria. Per alcuni non funziona subito, o non funziona affatto.
Immagine: Keystone

Un padre di famiglia decide di cambiare cassa malati e si ritrova improvvisamente con fatture dei premi da due assicuratori diversi. I problemi legati al cambio di assicurazione sono più frequenti di quanto si pensi e possono avere conseguenze spiacevoli.

Stefan Michel

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Un uomo voleva cambiare cassa malati, ma riceveva le fatture dei premi da due assicuratori e alla fine si è reso conto che il passaggio non era mai stato completato.
  • Il caso mostra quanto il cambio di assicurazione possa incepparsi in diversi passaggi amministrativi.
  • Secondo l'Ufficio dell'Ombudsman dell'assicurazione malattia, i problemi nel cambio di cassa malati non sono rari.
  • Per gli assicurati, esiste il rischio di doppi pagamenti o di procedure esecutive.
  • Se l'assicuratore è responsabile dei problemi, può essere chiamato a rispondere dei danni.

L'antefatto: la promessa della nuova assicurazione

Sembrava tutto perfetto: passando ad Assura, una famiglia di quattro persone avrebbe risparmiato nel 2026 oltre 2000 franchi di premi.

Nell’ultimo colloquio prima della firma, il nuovo consulente si era mostrato disponibile e rassicurante: «Lasci fare tutto a noi, ci occupiamo noi della disdetta».

L’unica cosa importante, aveva spiegato, era che il nuovo cliente restituisse rapidamente ad Assura la domanda di affiliazione firmata.

Detto, fatto. Già in ottobre Assura ringrazia per la richiesta di assicurazione. Nel messaggio figura però anche un promemoria: «La preghiamo di ricordarsi assolutamente di disdire la sua attuale assicurazione di base. La lettera di disdetta, vedi esempio, deve arrivare per posta alla sua attuale cassa malati al più tardi il 30 novembre».

Ma il consulente, come detto aveva già assicurato che se ne sarebbe occupato lui.

A dicembre arrivano poi non solo la prima fattura dei premi Assura per gennaio 2026, ma anche quella della precedente assicurazione, Sympany, per lo stesso mese.

«È tutto automatico e probabilmente la fattura è stata emessa prima che la disdetta fosse registrata amministrativamente», pensa il padre di famiglia, la cui identità è nota a blue News.

Fatture da due casse malati

A metà dicembre l’uomo comincia però ad avere dei dubbi e prova a contattare il gentile collaboratore di Assura. E-mail e telefonate restano inizialmente senza risposta.

Poco prima delle vacanze di Natale, riesce infine a parlargli. E arriva la sorpresa: il consulente afferma di avere già verificato lo stato delle disdette. «È tutto timbrato nei tempi», dice al telefono.

La preoccupazione dell'uomo, dunque, sembrava infondata.

È chiaro che, a cavallo del nuovo anno, le casse malati devono far fronte a una mole amministrativa enorme: è in quel periodo che centinaia di migliaia di assicurati cambiano compagnia. Secondo i dati più recenti disponibili dell’Ufficio federale della sanità pubblica, per il 2024 sono stati 750’000 gli assicurati passati a una nuova cassa malati.

Dal punto di vista amministrativo, il meccanismo funziona così: gli assicurati disdicono il contratto con l’assicurazione attuale e chiedono l’affiliazione alla nuova cassa malati. Quest’ultima invia al precedente assicuratore una conferma che la persona sarà assicurata presso di lei non appena sarà liberata dal vecchio contratto.

A quel punto, però, il passaggio non è ancora concluso. Solo quando il precedente assicuratore conferma che il cliente ha saldato tutte le fatture, lo lascia andare. A causa dei termini di pagamento, ciò può avvenire anche nel corso del nuovo anno.

La brutta scoperta: il cambio è fallito

Nel nuovo anno, il padre di famiglia al centro di questa storia constata di continuare a ricevere fatture sia da Sympany sia da Assura. Poiché paga soltanto quelle di Assura, i premi non versati alla vecchia assicurazione superano già i 3000 franchi a fine gennaio.

L’uomo scrive allora alla precedente cassa malati chiedendo di smettere di inviargli fatture: dal 1° gennaio 2026, sostiene, non sono più loro a essere competenti. La risposta arriva qualche giorno dopo: Sympany non ha ricevuto alcuna disdetta. Il rapporto assicurativo è quindi ancora pienamente valido.

Nel frattempo Assura, in risposta a una richiesta scritta, comunica almeno che sta esaminando il caso.

Siamo ormai a febbraio. Altri tredici giorni più tardi, il padre di famiglia inoltra ad Assura l’e-mail di Sympany in cui la vecchia assicurazione segnala di non avere ricevuto alcuna disdetta.

Assura annulla il contratto «come richiesto»

A quel punto tutto si accelera. Due giorni dopo, arriva una lettera di Assura. La compagnia comunica di avere esaminato attentamente la risposta ricevuta e analizzato le informazioni disponibili. Nel caso specifico, scrive, sarebbero «effettivamente sorte delle ambiguità».

«Per questo motivo le confermiamo, senza riconoscimento di alcun obbligo giuridico, l’annullamento di tutti i contratti come da lei richiesto», si legge nella lettera.

La descrizione edulcorata di quanto accaduto irrita l’uomo. E lo mette davanti a un dilemma. Da un lato, un’assicurazione che fallisce in un compito tanto semplice quanto fondamentale come inviare una disdetta nei termini non sembra particolarmente affidabile. Dall’altro, resta il rammarico per quei 2'000 franchi di risparmio ormai sfumati.

La posizione di Assura

Interpellata da blue News sul caso, Assura chiede l’identità della persona coinvolta per poter chiarire che cosa sia accaduto esattamente. Il padre di famiglia non vuole però rivelarla e preferisce restare anonimo.

L’ufficio stampa dell'azienda trasmette quindi la seguente presa di posizione:

«Assura precisa che, nell’ambito di un colloquio con un cliente, i suoi consulenti possono di norma offrire, come servizio, l’invio della lettera di disdetta all’assicuratore attuale. In tal caso, la lettera di disdetta viene prima firmata a mano dal cliente e il consulente fa in modo che il termine di disdetta sia rispettato. Inoltre, nel verbale del colloquio di consulenza viene indicato, tramite apposita casella, se il cliente ha scelto di affidare ad Assura l’invio della disdetta».

L’uomo contesta questa ricostruzione. Se questa fosse stata la procedura concordata, sostiene, il collaboratore glielo avrebbe fatto presente al più tardi durante il colloquio di dicembre.

Invece, quando aveva espresso dubbi sul fatto che la vecchia cassa malati fosse stata disdetta, il consulente gli avrebbe detto che era tutto in ordine.

Avrebbe inoltre spiegato che la fattura dei premi del precedente assicuratore per gennaio era probabilmente stata emessa prima dell’elaborazione della disdetta. Una cosa, a suo dire, del tutto normale.

Il quadro generale: i problemi sono un tema ricorrente

Il caso del padre di famiglia che ha raccontato la sua storia a blue News non è isolato.

Susanne Müller Ineichen, responsabile dell’Ombudsman dell’assicurazione malattia, spiega che ogni anno, in gennaio e febbraio, il suo ufficio si occupa quasi esclusivamente di situazioni di questo tipo.

Il passaggio da un assicuratore malattia a un altro è regolato in modo chiaro e, come già sottolineato, avviene ogni anno centinaia di migliaia di volte.

Esistono però quattro passaggi nei quali il cambio può fallire. Solo quando tutte e quattro le condizioni sono soddisfatte, il contratto con la nuova cassa malati è valido.

1. Il vecchio contratto assicurativo deve essere disdetto entro i termini.

2. La domanda di affiliazione deve arrivare entro i termini alla nuova assicurazione.

3. Il nuovo assicuratore deve confermare al precedente che prenderà a carico il cliente.

4. L’assicurato deve avere pagato tutte le fatture della precedente assicurazione. Solo allora quest’ultima lo libera.

Il consiglio dell'Ombudsman: «Disdite voi stessi»

Sul primo punto, Müller Ineichen ha una raccomandazione chiara: «Gli assicurati dovrebbero disdire personalmente la vecchia assicurazione. Così sanno che è stato fatto».

L’offerta «tutto compreso» del nuovo assicuratore è allettante, ma, come mostra questo caso, può far fallire il cambio già all’inizio della procedura.

C’è poi un altro aspetto spesso frainteso, sottolinea la responsabile dell’Ombudsman: «La disdetta deve arrivare alla vecchia assicurazione l’ultimo giorno lavorativo di novembre».

Il timbro postale del 30 novembre non basta. Se il 30 novembre cade di domenica, per esempio, la disdetta deve essere spedita al più tardi il 27 novembre, in modo da arrivare venerdì 28.

Le lettere raccomandate, inoltre, sono considerate ricevute solo sette giorni dopo il primo tentativo di consegna non riuscito.

«Consigliamo di inviare le raccomandate almeno dieci giorni prima della scadenza del termine di disdetta», precisa l'esperta.

Tanti dubbi per chi rimane nel limbo

La maggior parte degli assicurati si accorge che qualcosa non va solo nel nuovo anno, racconta l’Ombudsman.

A quel punto sorgono diverse domande: quale fattura bisogna pagare, se non si sa presso quale cassa si è effettivamente assicurati? Quale si può lasciare in sospeso? E che cosa succede alle prestazioni di cui si usufruisce mentre si sembra in bilico tra due assicurazioni?

Il padre di famiglia lo ha sperimentato in prima persona quando, nello studio del suo medico di famiglia, gli è stato detto che il sistema segnalava il suo stato assicurativo come incerto. Almeno su un punto è andata bene: è stato comunque curato senza problemi.

A rischio esecuzione

Un’altra questione è capire chi debba attivarsi per chiarire la situazione quando si resta in questo limbo tra due casse malati.

Müller Ineichen, che è anche avvocata, non affronta la questione in termini strettamente giuridici, ma invita con decisione gli assicurati a occuparsene in prima persona.

Anche perché c'è un rischio concreto: se la vecchia cassa malati continua a pretendere i premi, dopo il secondo sollecito può seguire una procedura esecutiva. E un’esecuzione può creare problemi, per esempio quando si cerca un appartamento in affitto o si vuole stipulare un contratto di leasing.

La donna conferma che capita regolarmente che vengano avviate esecuzioni quando gli assicurati si accorgono troppo tardi di versare i premi alla compagnia sbagliata.

Alcuni se ne accorgono solo anni dopo

«L’assicurazione malattie non competente deve ritirare un’esecuzione dopo l’eliminazione della doppia assicurazione», afferma Müller Ineichen.

In quel caso, l’assicuratore non ha alcun diritto di emettere fatture e l’esecuzione non ha fondamento.

Diverso è il caso del precedente assicuratore: se il cambio è fallito, resta autorizzato a inviare le fatture dei premi. Anzi, aggiunge l’Ombudsman, la legge federale sull’assicurazione malattie lo obbliga persino ad avviare l’esecuzione in caso di arretrati.

Ci sono anche persone che si accorgono solo dopo diversi anni di avere pagato i premi a due casse malati, pur essendo assicurate presso una sola.

«Se, a causa di una doppia assicurazione, si sono pagati i premi all’assicuratore sbagliato, o a entrambi contemporaneamente, si può ottenere il rimborso degli ultimi dieci anni», prosegue.

Secondo l’esperienza dell’Ombudsman, le casse malati restituiscono senza difficoltà gli importi che non spettavano loro.

In caso di problemi, vale il vecchio assicuratore

Finché non è chiaro quale delle assicurazioni sia effettivamente valida, comunque, è consigliabile chiedere a tutte le casse coinvolte una sospensione dei solleciti fino al chiarimento della situazione.

Questo non cambia l’importo totale che alla fine dovrà essere pagato, ma permette almeno di evitare, per il momento, il rischio di un’esecuzione. E risparmia la fatica di dover far cancellare in seguito un’esecuzione ingiustificata.

Su un punto, invece, non ci sono dubbi: se il cambio si inceppa, l’assicurato resta affiliato alla vecchia cassa malati finché non è validamente concluso un contratto con un altro assicuratore.

È per questo che serve la conferma di nuova assicurazione, spiega Müller Ineichen.

In Svizzera l’assicurazione malattie è obbligatoria. La procedura tra vecchio e nuovo assicuratore, dunque, serve a evitare che qualcuno esca dal sistema, o che possa sottrarsi a esso.

Intoppi frequenti a tutti i livelli

Se emerge che una delle due casse malati è responsabile del mancato o ritardato cambio a inizio anno, il passaggio alla nuova assicurazione di base può avvenire anche più tardi.

«Vediamo casi in cui gli assicurati vengono accolti dalla nuova cassa malati solo in estate», dice Müller Ineichen.

Fino al cambio effettivo, i premi vengono versati alla vecchia assicurazione e anche le prestazioni vengono conteggiate tramite quest’ultima.

Quale delle quattro condizioni crei più spesso problemi, l’Ombudsman non può dirlo.

«Le vediamo tutte regolarmente: la disdetta tardiva da parte degli assicurati, l’iscrizione tardiva alla nuova cassa malati, la trasmissione tardiva della conferma di nuova assicurazione e le fatture non pagate presso il vecchio assicuratore».

E se la colpa è dell'assicuratore, chi paga?

Un elemento è importante anche per il padre di famiglia: se una cassa malati è responsabile del ritardo o del fallimento del cambio, deve risarcire gli assicurati interessati. In concreto, deve farsi carico della differenza di premio.

Per lui esiste dunque ancora una possibilità di beneficiare del premio più basso, a condizione che si riesca a dimostrare che Assura aveva promesso di inviare personalmente e nei termini la disdetta a Sympany.

La formulazione usata nella lettera di Assura - «come da lei richiesto» - lascia intendere che la compagnia non riconosca alcuna responsabilità. In realtà, però, il desiderio dell’uomo non era certo quello di non essere accolto da Assura. Al contrario.

Il prossimo passo, per il padre di famiglia, sarà quindi far valere la propria richiesta di risarcimento.

Dimostrare che cosa il gentile collaboratore di Assura abbia promesso al telefono, però, potrebbe rivelarsi difficile.