WWF: edifici e energia, cantoni fallimentari

ATS

13.8.2019 - 10:58

Secondo il WWF le politiche energetiche dei cantoni nel settore degli immobili sono un fallimento. Il Ticino figura fra quelli che hanno fissato priorità nella giusta direzione ma rimangono «titubanti».
Source: KEYSTONE/TI-PRESS/FRANCESCA AGOSTA

Le politiche energetiche dei cantoni nel settore degli immobili sono un fallimento. Lo sostiene il WWF, secondo cui nessun cantone ha ottenuto la menzione «responsabile».

Il Ticino, con una nota di 2,9 su una scala tra 1 e 5, si attesta fra le entità che hanno fissato priorità nella giusta direzione, ma rimangono «titubanti».

In una nota odierna, l'organizzazione ambientalista sostiene che in ambito edilizio sono i cantoni a essere responsabili per la tutela del clima. La maggior parte di essi ha la possibilità di «approvare leggi in materia di edilizia utili per il futuro», ma anche la Confederazione ha le sue colpe. «Poiché i cantoni non sono all'altezza delle loro compito in fatto di clima, spetta alla Confederazione agire», aggiunge il WWF, invitando il Consiglio degli Stati ad includere normative efficaci sui limiti delle emissioni nella revisione della legge sul CO2.

Basilea Città top, Svitto flop

In totale sono 14 i cantoni, con valutazioni tra 2,6 e 3,3, con la menzione «titubanti», mentre il miglior risultato lo ottiene con un certo distacco Basilea Città (4,1), unico nel gruppo degli «impegnati» grazie alle direttive innovative in materia di energie rinnovabili nella sostituzione degli impianti di riscaldamento. Tra i «bloccati» nella politica dell'edilizia figurano invece 11 cantoni, tra cui Grigioni (2,4), Zurigo (2,3) e in fondo alla classifica Zugo (1,8) e Svitto (1,6).

La politica climatica di ogni cantone è stata analizzata, su commissione del WWF, dall'ufficio di consulenza EBP Schweiz, che li ha valutati in base a sei indicatori. Su quattro di questi, nessun cantone ha raggiunto il punteggio più alto, che si ottiene quando le misure adottate soddisfano gli obiettivi sulla tutela del clima stabiliti dall'Accordo di Parigi.

La valutazione si basa sugli obiettivi climatici cantonali, le norme sull'efficienza energetica, sulle energie rinnovabili, quelle per i riscaldamenti elettrici, oltre all'incentivo finanziario e lala pianificazione energetica nei comuni.

Ticino: «necessari strumenti più forti»

Il Ticino sta lavorando per aumentare la quota di energie rinnovabili, rendendo più severe le norma per la ristrutturazione degli edifici pubblici, rileva l'ONG nel suo rapporto, sottolineando che il cantone a sud delle Alpi fissa incentivi finanziari superiori alla media.

Nel 2018 il Ticino ha impegnato complessivamente 50,4 franchi per abitante per promuovere l'efficienza energetica degli edifici e l'impiego di energie rinnovabili. Le lacune, nota il WWF, sono nella pianificazione energetica dei comuni e nelle norme sull'efficienza energetica.

Secondo l'organizzazione ambientalista, l'attuazione del MoPEC (modelli di prescrizione energetica dei Cantoni) sull'utilizzo di energie rinnovabili per il riscaldamento sostitutivo «rappresenterebbe un primo passo verso un rafforzamento dell'impatto nella politica cantonale in materia di clima negli edifici». In conformità con l'Accordo di Parigi, tuttavia, sono necessari strumenti più forti per un percorso di riduzione, ribadisce il WWF.

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